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Anthropoceano: a Milano il murale di Iena Cruz che mangia lo smog

Beatrice Trinci
15 Novembre 2019

Federico Massa, in arte Iena Cruz, è nato e cresciuto a Lambrate, Milano. Ora, quello stesso quartiere dove ha realizzato i suoi primi graffiti, accoglie con orgoglio “Anthropoceano”, un grande murale che difende l’ambiente grazie a una particolare vernice mangia-smog.

No, non è fantascienza ma una caleidoscopica opera di 330 metri quadrati che svetta sulla parete di un palazzo al civico 13 di via Viotti allo scopo di sensibilizzare i cittadini sull’inquinamento in mare causato dalla plastica. Non a caso protagonisti dell’eco-murale sono uno squalo, una balena, una razza e alcune alghe, ossia alcune delle creature marine più affascinanti e minacciate delle nostre acque, intrappolate in un gigante bidone made in plastic alimentato da una piattaforma petrolifera.

“Partendo dal concetto di Anthropocene, il nuovo capitolo della storia geologica del nostro pianeta, ho ideato un’opera il cui obiettivo principale è far riflettere sulle cicatrici lasciate dall’uomo sui fondali e sulla superficie dell’Oceano. Segni spesso indelebili di una catastrofe ambientale che coinvolge tutti”, ha spiegato l’artista. A fargli eco Mariasole Bianco, presidentessa della onlus Worldrise, attiva nella conservazione e valorizzazione dell’ambiente marino: “Abbiamo voluto portare tra le strade di Milano, attraverso la street art, la bellezza e la fragilità del mare. Lo troviamo un modo innovativo e giovane per sensibilizzare il contesto urbano su temi che non possono più essere ignorati. È dalle nostre città, infatti, che può e deve nascere il cambiamento per il futuro”.

In che modo? Attraverso piccoli gesti che si fanno sani portatori di una sempre più necessaria call to action al fine di tutelare il Pianeta. Per questo motivo, per il suo etico graffito, Cruz ha utilizzato la vernice Airlite, un rivoluzionario prodotto antismog, che, proprio come accade per la fotosintesi clorofilliana, è in grado di assorbire l’inquinamento atmosferico grazie alla luce del sole, che lo converte in aria pulita.

In altre parole, un do ut des in chiave urbana sotto forma di un disegno dai mille colori che con briosità e dinamismo unisce funzionalità ed estetica.



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