Alberghi

Arriva a Mosca il pop up Hotel Trivial Pursuit, l’albergo dove più sai e meno paghi

Beatrice Trinci
21 Maggio 2019

La cultura è un toccasana per la mente… e ora anche per le tasche. A pochi chilometri da Mosca arriverà a fine maggio il primo Hotel Trivial Pursuit, una struttura a 4 stelle interamente dedicata ad uno dei giochi di società più amati al mondo, dove per pernottare gratuitamente basterà rispondere in maniera corretta a diverse domande di cultura generale.

Via ai giochi, dunque: dall’arte alla storia, dalla geografia allo spettacolo, dalla letteratura allo sport, se siete appassionati o maestri delle serate passate attorno al temuto tabellone, nel tentativo di rispondere a ogni sorta di quesito, è arrivato il momento di sbandierare il vostro talento per attraversare le porte di un lussuoso hotel – decisamente sui generis.

Nello specifico, l’albergo si compone di un suggestivo cottage a due piani con tre camere da letto, sauna, camino e area barbecue, un luogo unico al mondo “dove si accetta il pagamento in conoscenza”.

Ma non è finita qui. Durante il soggiorno, i viaggiatori saranno sottoposti a nuove e impreviste domande, così da poter ricevere ulteriori servizi e benefici: rispondendo correttamente, infatti, gli ospiti avranno la possibilità di usufruire di un esclusivo trattamento benessere, grandi televisori a schermo piatto, letti king size, una cena gourmet – e molto altro ancora. In caso contrario? La TV potrebbe diventare un vecchio apparecchio in bianco e nero che trasmette solo classici russi senza sottotitoli. Insomma, sarà meglio mettersi a studiare, prima che la vacanza dei sogni si trasformi in un vero e proprio incubo…

Sfortunatamente al momento l’Hotel Trivial Pursuit – nato dalla collaborazione tra l’agenzia pubblicitaria Leo Burnett Moscow e Hasbro, l’azienda americana produttrice di giochi da tavolo – nasce come un pop-up destinato a scomparire il prossimo 14 giugno, ma in caso ottenesse successo l’idea sarà pronta a venir replicata altrove.

E noi non vediamo l’ora: alla faccia di chi dice che la cultura non paga!



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