Fotografia

Arriva in mostra a Milano il Wildlife Photographer of the Year 2017

Virginia Francesca Grassi
10 ottobre 2018

Arctic treasure © Sergey Gorshkov

Torna a Milano “Wildlife Photographer of the Year”: in calendario fino al 9 dicembre negli spazi della Fondazione Luciana Matalon, la mostra raccoglie gli scatti finalisti di uno dei concorsi fotografici più prestigiosi al mondo. Il premio, giunto ormai alla sua 53esima edizione, viene infatti indetto ogni anno dal Natural History Museum di Londra con l’intento di raccontare la bellezza della Natura del nostro pianeta e, al contempo, la necessità di tutelarlo.

Cento le immagini scelte tra le oltre 50mila in gara: quest’anno si sono sfidati fotografi (professionisti e non) provenienti da ben 95 Paesi, i cui lavori sono stati valutati e selezionati per la finale da una giuria internazionale di esperti, in base alla creatività, al valore artistico e alla complessità tecnica.

Il risultato è uno straordinario viaggio in 16 sezioni attraverso la biodiversità esistente sulla Terra, un bene prezioso che oggi più che mai va difeso e salvaguardato. Gli scatti immortalano paesaggi, animali e specie botaniche, svelandone anche i lati più curiosi, bizzarri, intimi e misteriosi: una testimonianza tangibile dell’incredibile ricchezza che il nostro pianeta porta in dote, ma anche della sua fragilità, ogni giorno messa in pericolo dalla meschinità – o anche dalla semplice noncuranza – umana.

  • Sewage surfer © Justin Hofman

  • Memorial to a species © Brent Stirton

  • Giant-gathering © Tony Wu

  • Contemplation © Peter Delaney

  • Bear hug © Ashleigh Scully

  • Bold eagle © Klaus Nigge

  • Saguaro twist © Jack Dykinga

Assolutamente emblematica, in tal senso, l’immagine vincitrice del Wildlife Photographer of the Year 2018: si chiama “Monumento alla specie”, firmata dal sudafricano Brent Stirton, e mostra in tutta la sua crudezza il ritratto di un rinoceronte appena colpito e mutilato del suo corno all’interno del Parco Hluhluwe Imfolozi, la più antica riserva naturale africana.

Grande novità di quest’anno, poi, la sezione dedicata agli scatti che nella storia del premio – e spesso con gran clamore – sono stati squalificati dalla giuria. In molti, ad esempio, ricorderanno “Il razziatore notturno” dell’edizione 2017, la foto di Marcio Cabral ritirata perché “altamente probabile” di essere stata realizzata utilizzando un formichiere impagliato; così come divenne tristemente celebre nel 2009 “Il lupo che salta” di José Luis Rodriguez, accusato di aver impiegato un animale addestrato.

 

Wildlife Photographer of the Year
Dal 5 ottobre al 9 dicembre 2018
Fondazione Luciana Matalon, Foro Buonaparte 67, Milano
Orari: tutti i giorni 10-19; venerdì 10-22; chiuso lunedì


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