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Arriva la partita più attesa dell’anno negli Usa: il Super Bowl!

Alessandro Cassaghi
28 Gennaio 2019

Domenica 3 febbraio andrà in scena uno degli eventi sportivi più attesi dagli appassionati di sport Usa: il Super Bowl di Nfl, la finale del campionato di football americano. La sfida vede fronteggiarsi i Los Angeles Rams e i New England Patriots, questi ultimi capitanati dal monumento Tom Brady.

Andiamo a conoscere meglio questo gioco di squadra che, nato ovviamente negli Stati Uniti, conta anche in Italia una vasta schiera di tifosi e appassionati.

Il giorno più atteso negli Usa dopo… il Thanksgiving Day!
Per la partita si prevede un pubblico totale di circa 200 milioni di spettatori. Praticamente tutti gli americani smettono qualsiasi attività per assistere a questo evento attesissimo. Siccome, tra partita e spettacolo dell’intervallo, il pacchetto completo del pirotecnico show dura più di tre ore e mezzo, il match ha inizio alle 18 e 30 americane. Così, il giorno dopo nessuno può presentarsi a lavoro in ritardo o portare giustifiche a scuola! Furbi, questi americani… In Italia invece il match verrà trasmesso da Dazn dalla mezzanotte e mezza italiana.

Un miliardo e un quarto di alette di pollo: no, non siamo ammattiti
Ecco un altro punto in comune con il Thanksgiving Day: il cibo! Se il quarto giovedì di novembre gli americani si siedono a tavola aspettando il tacchino ripieno, in questa prima domenica di febbraio vanno allo stadio o si sdraiano sul divano… sgranocchiando di tutto e di più! Si stima infatti che solo la sera del Super Bowl negli Stati Uniti, che contano circa 326 milioni di abitanti, verranno ingeriti 28 milioni di chili di patatine fritte, 1 miliardo e 250 milioni di alette di pollo, 8 milioni di litri di salsa guacamole, il tutto innaffiato da 10 milioni di barili di birra. Spendendo molti soldi, magari per comprare un bel televisore nuovo per guardare il match: si può dire di tutto, tranne che questi americani non facciano girare l’economia!

Non solo una partita, l’intervallo è un vero e proprio show musicale
Il Super Bowl non è mai “solo una partita”, ma molto, molto di più. E questo giustifica il fatto che un biglietto possa costare la stratosferica cifra di 75 mila dollari (ebbene sì, c’è qualche riccone disposto a spendere così tanto). A fare da contorno al gioco, ci sono due intervalli da un quarto d’ora ciascuno, in cui si esibiscono i migliori artisti. Il 3 febbraio saranno i Maroon 5 i protagonisti di questo “evento nell’evento”, insieme a loro ci saranno anche il fidanzato di Kylie Jenner, Travis Scott, e Big Boi. I Maroon 5 raccolgono il testimone da Justin Timberlake, ma riusciranno ad entrare nella leggenda delle esibizioni del Super Bowl come capitato a Prince, Michael Jackson, Madonna e Lady Gaga?

Da “scarto” a leggenda: Tom Brady
Tra le fila dei New England Patriots c’è un giocatore che rappresenta al meglio la massima americana “from zero to hero”, il sogno americano raggiunto con le unghie: Tom Brady. Scelto al draft del 2000 (una sorta di lotteria nella quale ogni squadra ha l’opportunità, a turno, di mettere sotto contratto un giocatore) alla chiamata numero 199, da quel momento ha fatto la fortuna dei Patriots. La leggenda di nome Brady inizia quando il quarterback titolare si infortuna. Al suo posto entra in campo Tom, e da quel momento il posto da titolare è suo: quella di domenica sarà la nona finale Nfl per Brady, e i suoi tifosi sperano possa alzare al cielo il sesto trofeo della sua carriera!

Giorgio Tavecchio, l’italiano dell’Nfl
Magari un giorno scenderà in campo per un Super Bowl anche lui, l’italiano del campionato Nfl: Giorgio Tavecchio! Nato a Milano nel luglio del 1990, gioca come placekicker (l’atleta che realizza i calci piazzati) negli Atlanta Falcons. Nel 2017, dopo anni alla ricerca di un contratto nella lega americana, la grande opportunità che Giorgio coglie al volo: entra, realizza una prestazione da urlo e tutta America piazza la sua storia in prima pagina sui giornali. Aveva raggiunto il successo, ma rimanendo con i piedi per terra: fa il volontario nelle mense, ha un cellulare “a conchiglia” ed è appassionato di parole crociate. Senza contare che, prima di diventare professionista, dopo la laurea in Economia politica ha lavorato in campo informatico. Chapeaux a Giorgio, professionista… in tutti i campi!

 

 

 



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