Attila: una Prima che fa grande l’Italia

Eliana Miglio
10 Dicembre 2018

É stata una serata importante, quest’anno, la Prima della Scala.
Milano è ora reduce dai suoi trionfi, acclamata come un’esempio per l’Italia intera e oltre, al pari delle altre grandi capitali, come Parigi e Londra.

“Attila”, diretto da Riccardo Chailly con la regia di Livermore, è stato un perfetto esempio di quanto possa essere grande italianità nel mondo: Verdi, l’Ottocento, e poi la regia e le scene cosi moderne; gli Unni e il riferimento alla politica. Un successo indimenticabile, che rende omaggio al nostro passato e intanto guarda all’oggi e al futuro del Paese.

Mai come quest’anno alla Prima hanno partecipato politici e uomini ai vertici delle istituzioni. Il presidente Sergio Mattarella, dal palco reale, è stato accolto dall’Inno di Mameli e da ben 5 minuti di applausi. La figlia ha di nuovo indossato il bell’abito blu già scelto durante la visita dai reali di Norvegia.
I fotografi ed i giornalisti non hanno mancato di notare Maria Elisabetta Alberti Casellati, la presidente del Senato, senz’altro tra le più eleganti. C’erano poi il ministro Giovanni Tria e il ministro Alberto Bonisoli, accompagnati dalle mogli.
E il sindaco Sala, sempre più apprezzato dai milanesi, con la compagna Chiara Bazoli, in abito longuette di Dell’Acqua nero e sandali ai piedi. Avvistati anche Fedele Confalonieri, l’ex premier Mario Monti e Piero Maranghi, autentici melomani.

Mi intrattengo con l’ambasciatore britannico Jill Morris, brillante e splendida in Vivienne Westwood.

Poi saluto Guido Damiani, affacciato ad un palco, e Chicco Testa, con il suo papillon rosso, nel foyer.
Raffaella Curiel era presente con la figlia Gigliola e Laura Morino Teso era elegantissima nel suo sontuoso abito rosso. Beatrice Borromeo, super chic col suo monospalla Armani e il marito Pierre sempre accanto. Matilde Borromeo, anche lei in Armani nero, ma più delicato grazie a qualche trasparenza. Un po’ defilata, invece, Geppi Cucciari, in Marras.
Roberto Bolle rimane il più bello di tutti – e non c’è altro da aggiungere.

Difficile poi non notare le cento invitate di Dolce & Gabbana, con i loro scenografici look, con tanto di tiare finte. Io invece sono stata molto orgogliosa della mia, assolutamente autentica: una tiara ottocentesca della gioielleria Pennisi, che ben si accompagnava al delicato abito di tulle, color nude, con qualche fiorellino lilla, creato su misura per questa serata cosi speciale da Daniela Weisser De Souza.
E proprio Daniela, nel suo duplice ruolo di stilista e di padrona di casa, incantava gli ospiti indossando una sua creazione sui toni del carta da zucchero. Suo marito, l’eccellente sovrintendente Alexander Pereira, è stato presissimo tutta la serata, ma visibilmente orgoglioso di averla accanto.

La serata è terminata con 15 minuti di applausi a Riccardo Chailly ed ai cantanti. “Attila” è piaciuto moltissimo e del resto non c’è da stupirsene, data la grandezza di un teatro di fama mondiale come la Scala.

Il dopo Prima? Con gli amici al Baretto, per goderci chiacchiere e commenti insieme ad un classico come il risotto alla milanese.