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Azzedine Alaïa e Tati: una delle prime co-lab della storia in mostra a Parigi

Martina D'Amelio
3 Luglio 2019

Naomi Campbell in uno scatto d’epoca indossa la collezione ispirata ai magazzini Tati firmata da Azzedine Alaïa

Oggi spopolano le collezioni in limited edition di H&M. Ma com’erano le prime capsule collection? Azzedine Alaïa: Une autre pensée sur la mode – La collection Tati è l’ultima mostra dedicata allo stilista Azzedine Alaïa che si pone proprio l’obiettivo di ricordare una delle prime linee in co-lab della storia.

La rassegna curata da Olivier Saillard e realizzata grazie al contributo di Christoph Von Weyhe e Carla Sozzani ricorda la proficua collaborazione tra il designer francese e i grandi magazzini Tati all’inizio degli anni Novanta: i precursori del fast fashion, primissimi Zara e Topshop. Negozi popolari frequentati dai parigini del quartiere di Barbès, caratterizzati da un’insegna a quadretti Vichy bianca e rossa. Il designer rimase a suo tempo talmente affascinato da questo motivo e dall’offerta molteplice dell’azienda da creare una collezione ispirata proprio ai quadretti, declinati in nuovi colori. E questa, primigenia capsule collection, disegnata nel 1991, è al centro dell’exhibition in scena a Parigi alla Galerie Azzedine Alaïa in rue de la Verrerie, inaugurata durante la settimana dell’Haute Couture.

Tre look della collezione di Azzedine Alaïa primavera-estate 1991 ispirata a Tati

Una mostra originale che mette in scena una delle caratteristiche del sarto franco tunisino scomparso nel 2017: essere precursore di una nuova idea di fashion, legata alla temporaneità e alla fruizione, nonostante un’indiscussa qualità e maestria di fondo. “Da Tati trovi tutto al prezzo più basso” era il motto dei grandi magazzini: e la democratizzazione della moda il credo di Alaïa. Lo stilista conobbe all’inizio il logo Tati attraverso i quadri di Julian Schnabel, suo caro amico: un motivo che aveva già intravisto sui bagagli dei viaggiatori tunisini di ritorno a casa. Da lì al contatto con il fondatore di Tati, il passo fu breve: ed ecco che lo stilista venne chiamato a realizzare in esclusiva una borsa, delle espadrillas e una t-shirt per il centro dello shopping. E poi altri capi, semplicemente ideati ripensando alla storica insegna per la collezione primavera-estate 1991: si va dal blouson corto ai cappelli, dai pantaloni a sigaretta ai cappotti, in scena nello showroom del couturier a Parigi.

Oggi tutti parlano di collaborazione e co-branding, ma Azzedine è stato trai primi ad avviare una partnership con un rivenditore di massa. All’epoca Tati rappresentava per lui uno studio sociologico sull’abbigliamento“, ha spiegato Olivier Saillard.

Ad accogliere i visitatori giunti nella Ville Lumiere in occasione delle sfilate Couture, anche i fumetti d’artista dedicati a Naomi Campbell, musa di Alaïa, ritratta proprio con indosso la collezione in tessuto Vichy lanciata per Tati, unica testimonianza rimasta (i pezzi della capsule erano troppo rovinati per essere esposti, ha spiegato il curatore). Per fortuna Thierry Perez aveva trasformato Naomi Campbell allora in un sofisticato disegno: queste illustrazioni, insieme ad altre realizzate da Antonio Lopez per il progetto e alcune foto cult realizzate da artisti di fama, si mixano a video e opere digitali studiate ad hoc per presentare la fervida – e inusuale, quantomeno per l’epoca – collaborazione.

Uno dei fumetti dedicati a Naomi Campbell realizzati da Thierry Perez

Azzedine Alaïa: Une autre pensée sur la mode – La collection Tati – la quarta voluta dall’Association Azzedine Alaïa e dedicata allo stilista – è aperta al pubblico fino al 5 gennaio 2020 presso l’Association Azzedine Alaïa a Parigi.
Una tappa da non perdere per tutti gli amatori della moda democratica.



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