Arte

Balla: una mostra straordinaria sul futurismo a Roma

Elisa Monetti
13 Aprile 2019

Palazzo Merulana ospita una mostra dedicata ad uno degli artisti più influenti del secolo scorso: Giacomo Balla. Si tratta di una retrospettiva che va ad abbracciare non solo gli anni ai più conosciuti della produzione dell’artista, ma, partendo da essi, va ad indagare il percorso creativo che vi è seguito.

“Giacomo Balla. Dal Futurismo astratto al Futurismo iconico”, visitabile fino al 17 giugno, racconta l’evoluzione di un artista che si è dimostrato capace non solo di inventare nuovi linguaggi, ma di reinventarli nel momento in cui il mondo intorno a lui si è dimostrato attirato da stimoli sempre nuovi.

Balla, insieme a Marinetti, Boccioni, Carrà, Russolo e altri grandi nomi, fin dagli albori fu protagonista del futurismo italiano, apparendo come firmatario già nei primi manifesti. Durante il periodo fascista le sue opere vengono particolarmente apprezzate portandolo ad essere agli occhi di tutti l’artista del Fascio per eccellenza. Tale rapporto si interrompe bruscamente in seguito ad una lettera che Balla pubblica su un quotidiano nella quale afferma di ritenersi ormai estraneo alle attività futuriste; verrà immediatamente accantonato dalla cultura dell’epoca, per essere rivalutato solo in seguito.

Giacomo Balla, Primo Carnera, 1933. Roma, Fondazione Cerasi

Fiore all’occhiello della mostra è un’opera molto particolare, dipinta su due lati. Da una parte, datata 1926, Vaprofumo, opera in tipico stile futurista in cui è centrale una boccetta di profumo dalla quale emana un grazioso odore che va a modificare tutti i volumi della tela per consentire all’osservatore di apprezzarne l’illusione olfattiva. Dall’altro lato, datato 1933, è rappresentato, e dà il nome all’opera, Primo Carnera, pugile di grandissima fama all’epoca diventato Campione del Mondo e, per questo, fotografato da Elio Luxardo, anch’esso legato alla cerchia dei futuristi da un’importante amicizia con Marinetti. Da questa immagine, diremmo per il tempo icona mondiale, Balla elabora un nuovo metodo pittorico: volendosi ispirare allo stile delle fotografie sui rotocalchi, applica alla base del dipinto una rete di metallo sulla quale poi dipinge: l’effetto finale crea una retinatura molto realisticamente simile a quella dei quotidiani. Una straordinaria e incredibile anticipazione della cultura figurativa della pop art di Andy Warhol e Roy Lichtenstein.

In quest’opera Balla mostra un grande spirito di rinnovamento, un manifesto desiderio di rimettere il futurismo in pari con una popolazione ormai abituata a cinema e fotografia, i media di quell’epoca, ingranando una nuova marcia per quella corrente artistica che della velocità ha costituito un valore.

Imperdibile.

 

Giacomo Balla. Dal Futurismo astratto al Futurismo iconico
21 marzo 2019 – 17 giugno 2019
Palazzo Merulana, via Merulana, 121, Roma
Orari: lunedì e da mercoledì a domanica 10 – 19

 

 



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