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Bally parla cinese

Martina D'Amelio
12 febbraio 2018

Un’immagine della campagna SS18 di Bally

Il gruppo cinese Shandong Ruyi è il nuovo azionista di maggioranza di Bally: la società d’investimenti di Pechino e Jab, la holding tedesca precedentemente proprietaria dell’azienda svizzera di accessori e calzature di lusso, hanno annunciato la sigla di accordi definitivi per l’acquisizione della quota di controllo.

Da contratto, Jab manterrà una quota di minoranza mentre l’executive team di Bally, compreso il ceo Frédéric de Narp, reinvestirà nella holding cinese. La transazione resta soggetta alla consuete condizioni di closing ed è in fase di approvazione, ma non c’è dubbio si tratti di una scelta strategica: Bally infatti è molto popolare in Asia. “Il marchio sta vivendo un momento di slancio incredibile. L’arrivo di Shandong Ruy e la loro vision accelererà sensibilmente la nostra crescita in segmenti e territori chiave” ha dichiarato l’amministratore delegato.

Dal punto di vista del colosso orientale, si tratta dell’ennesima acquisizione di spicco: il gruppo infatti è già proprietario di Smcp (realtà francese che controlla i marchi SandroMaje e Claudie Pierlot) e Aquascutum. La storia di Bally e i suoi prodotti completano alla perfezione le nostre attività esistenti nel ready-to-wear. Siamo estremamente entusiasti di iniziare questo nuovo capitolo insieme al management team Jab. Si tratta di un’impresa importante per Shandong Ruyi nel suo tentativo di diventare leader mondiale nel settore dell’abbigliamento” ha dichiarato Yafu Qiu, presidente di Shandong Ruyi, che ha fatto anche sapere che la produzione di Bally, nonostante il nuovo corso cinese, resterà comunque in Svizzera.

E Jab? Perde anche l’ultimo baluardo fashion, dopo Jimmy Choo (ceduto a Michael Kors) e Belstaff (lasciato a Ineos). Una scelta consapevole, volta a concentrarsi sul core business food and beverage.


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