Cinema

Barry Seal: un antieroe a stelle e strisce

Michela D'Agata
21 settembre 2017

Per la regia di Doug Liman, Tom Cruise torna al cinema nei panni del pilota contrabbandiereBarry Seal” (in originale il titolo del film è “American made”), controverso personaggio realmente esistito.

Siamo negli anni ‘80: Barry Seal lavora come pilota di aerei per un’importante compagnia, ma decide di licenziarsi per affiliarsi al cartello della droga di Medellin, gestito da un giovanissimo Pablo Escobar. Inizierà così a trasportare droga e armi, in cambio di montagne di denaro: il tutto all’insegna di uno stile di vita adrenalinico colmo di eccessi e divertimenti. Beccato dalle autorità statunitensi e accusato di riciclaggio e traffici illegali riuscirà a farla franca raggiungendo un accordo con la CIA, che inaspettatamente lo recluta per una pericolosissima missione, evitandogli dieci anni di carcere. Barry sarà al contempo agente sotto copertura per il governo ma continuerà a lavorare anche per il cartello colombiano di Escobar, contrabbandando enormi quantità di cocaina e armi in America. Ce la farà a non farsi scoprire?

È strano rivedere Tom Cruise nei panni di un aviatore che non siano quelli del tenente Maverick di Top Gun, ed è ancora più insolito vederlo interpretare un personaggio così ambiguo, meschino e assetato di potere, ben lontano dal canonico Ethan Hunt dei vari Mission Impossible, ma di certo non per questo meno efficace, anzi.

Il montaggio, non del tutto lineare, è originale e coinvolgente e si accompagna ad una fotografia dai colori particolarmente vivaci. La ricostruzione storica, in grado di affrontare senza pesantezza tematiche storiche di un certo rilievo, pare molto curata, al pari del cast che comprende giovani attori come Domnhall Gleeson, Lola Kirke e Sarah Wright.

Gli anni ’80, quelli del sogno americano, quelli del capitalismo degli eccessi, quelli in cui tutto era possibile fanno da sfondo perfetto a questa sorprendente pellicola che diverte e non stanca.


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