Gossip

Beyoncé, Jay-Z e Gwyneth Paltrow: il triangolo velenoso di Amber Rose è fallito

Clarissa Monti
31 luglio 2018

Quando si parla di un matrimonio come quello di Beyoncé e Jay-Z, il gossip è sempre dietro l’angolo. Metteteci poi un nome come quello di Gwyneth Paltrow ed ecco che lo scoop da migliaia di visualizzazioni è servito.

È quello che deve aver pensato Amber Rose – in cerca di visibilità? Per gelosia? Per noia? O forse solo per farsi una risata? Chissà, non lo sapremo mai – quando qualche giorno fa, durante un’intervista al podcast di Heidi Montag, Make Speidi Famous, ha deciso che era arrivato il momento di sganciare la bomba: secondo la modella e attrice, la bella bionda sarebbe stata l’amante di Jay-Z.

Amber lo ha detto molto chiaramente: sarebbe proprio Gwyneth la “Becky with the good hair” di cui parla Beyoncé in Sorry, colpevole di aver avuto una relazione con suo marito e di avre cercato di distruggere il loro matrimonio.

In passato, l’amante a cui fa riferimento la canzone era stata variamente identificata: sui tabloid sono circolati i nomi di Rita Ora, della stilista Rachel Roy, persino di Rihanna! Ma a riprova delle sue ipotesi sull’attrice premio Oscar, la Rose ha affermato: “In passato lei e Beyoncé erano amiche e, improvvisamente, non le abbiamo più viste insieme. Al tempo del tradimento poi, Gwyneth si era appena separata dall’ex marito (il cantante dei Coldplay Chris Martin, ndr)”.

Ovviamente ci sono voluti pochi click perché la notizia rimbalzasse su tutti i giornali di gossip e facesse il giro del mondo. E altrettanto velocemente le reazioni dei fan di Queen Bey sono arrivate: una pioggia di critiche ha invaso i profili social dell’attrice, tanto che Gwyneth ha dovuto muoversi (e in fretta, anche ) per smentire categoricamente ogni legame con la faccenda. “La storia è completamente assurda e falsa al 100% – ha detto il suo portavoce – Gwyneth, Beyoncé e Jay-Z sono ancora amici intimi e nessuna di queste insinuazioni ha senso”.

Cara Amber, ti è andata male, la tua credibilità è calata a zero: don’t play when it comes the bey!


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