Blog del Direttore

Blog del Direttore: sospeso tra i grattacieli di Pudong e i segreti della Città Proibita

Luca Micheletto
4 ottobre 2012

Ripensando ai viaggi più belli della mia vita non posso che ricordare per prima la mia straordinaria esperienza in Cina. Due anni fa, in occasione dell’Esposizione Universale di Shanghai, ho deciso di intraprendere una vera e propria avventura, di oltre un mese, alla scoperta del Paese della Grande Muraglia.

Appena atterrato all’aeroporto di Shanghai, dopo dodici ore di volo intercontinentale, la stanchezza e il jet leg sono magicamente scomparsi lasciando posto ad un incredibile quanto inaspettato desiderio di esplorare ogni singolo angolo di questa straordinaria megalopoli. L’energia che ho percepito nel corso della settimana passata a Shanghai è stata forse pari solo a quella provata quando, molto piccolo, sono stato per la prima volta a New York. Depositato in un lampo il bagaglio mi sono diretto verso il famoso Bund per una passeggiata notturna circondato dalla folla magmatica riversata per le strade. Venti milioni di abitanti per la città più popolosa del Paese: mi sembrava che fossero tutti lì con me. Imperdibili poi l’avveniristico distretto finanziario di Pudong e Xintiandi, raffinato quartiere pedonale dove si possono ammirare ancora le abitazioni tradizionali sapientemente restaurate da una società di Hong Kong e riconvertite in locali e boutique di pregio. Visitato l’esteso sito dell’Expo e lo straordinario padiglione italiano – dove ho potuto ammirare la lavorazione delle borse Bottega Veneta da parte di artigiane arrivate appositamente dall’Italia – mi sono spostato con il nuovo treno veloce a Suzhou, famosa per i bellissimi giardini, ricostruiti anche al Metropolitan Museum di New York.

Ho scelto poi di visitare la ridente cittadina di Hangzhou. Lasciatemelo dire: ridente un corno! Le immagini patinate delle agenzie di viaggio la immortalano romanticamente distesa sulle sponde di un suggestivo lago, tra barchette tradizionali e fiori di loto. Questo paradiso nella stagione estiva si trasforma in un incubo a 40 gradi. L’aria infuocata e l’umidità che si appiccica nei luoghi più inopportuni mi ha letteralmente tolto ogni energia vitale per uscire dalla mia stanza. Con uno sforzo immenso mi sono trascinato fuori solo all’alba e dopo il tramonto. E devo dire che ne è valsa la pena: una gita tra le piantagioni di the, il museo e il caratteristico quartiere di Xihu Tiandi, ricco di ottimi ristoranti internazionali nascosti tra la folta vegetazione, sono esperienze davvero imperdibili.

Piacevole anche il breve soggiorno a Guanzhou, capoluogo della ricca regione del Guandong, a poche ore di viaggio dall’avveniristica Hong Kong.

Viaggiando verso nord mi attende uno dei momenti più attesi del mio viaggio – e addirittura supera le mie aspettative. Poco lontano da X’An si trova il celeberrimo esercito di terracotta: descrivere la sensazione che si prova davanti a più di seimila statue guerriere è impossibile. Dico solo che è stata una deriva mistica. Nella città che segnava la fine orientale della via della Seta il clima è rilassato; questo mi permette di visitare con tranquillità i luoghi simbolo di una Cina magica e intensissima, come le mura del periodo Ming e le pagode dell’Oca Selvatica.

Infine non posso partire senza aver prima visitato la capitale, Pechino. Qui ogni cosa ha dimensioni esagerate e non stupirà scoprire che la sua – purtroppo – più celebre piazza, Tien’anmen, si estende per 440.000 metri quadrati guadagnandosi il titolo di piazza più estesa al mondo. Oltre alla Città Proibita, gioiello incastonato nel cuore della città, è possibile effettuare una gita in giornata a Badaling per camminare sulla celebre Grande Muraglia e poterne scorgere tutta la maestosa lunghezza.

La cosa più sorprendente di questo meraviglioso Paese è la sintesi perfetta tra lo straordinario patrimonio artistico ed il sapiente utilizzo della tecnologia per costruire infrastrutture che qualsiasi nazione al mondo invidia. Può certamente intimorire per le sue contraddizioni e ambiguità, prime tra tutte la mancanza di libertà di stampa e di opinione, ma consiglio vivamente a tutti un viaggio, il più lungo possibile, in questo luogo unico.

Luca Micheletto