Moto

BMW R nineT Scrambler: modernità e tradizione in salsa BMW

Francesco Costa
3 dicembre 2015

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Tra gli anni cinquanta e settanta, la tipologia di moto che andava per la maggiore era sicuramente una: la scrambler.

Motocicletta dotata di una spiccata indole pratica e polifunzionale – non a caso nata durante la guerra ed impiegata anche al fronte – ha conosciuto una grande diffusione grazie alla sua capacità di affrontare con successo svariati tipi di percorsi e condizioni, dall’asfalto liscio e scorrevole fino alle strade sterrate che si inerpicavano tra campagne e colline, diventando in breve tempo sinonimo di libertà e avventura, ben prima dell’avvento delle moderne moto da enduro.

Il tema scambler è insito nel DNA motociclistico di BMW, che diede alla luce nel lontano 1951 la ormai mitica BMW R 68.

A sessant’anni di distanza la casa dell’elica ha presentato, in occasione di EICMA 2015, la R nineT Scrambler, che rappresenta un ritorno alle origini, rivisitato però in chiave moderna.

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Il cuore pulsante di quest’anima antica è sicuramente rappresentato dal bicilindrico boxer raffreddato ad aria, un “cavallo da tiro” di 1170 cc e 110 CV di potenza, rivisto nella mappatura e nell’alimentazione per attualizzarlo e rispettare i requisiti della vigente normativa antinquinamento Euro 4.

Il look classico è esaltato dall’impianto di scarico montato alto, con i due terminali sistemati a lato, uno sopra l’altro. I tubi sono stati fissati particolarmente vicini al veicolo, così da esaltare ulteriormente una silhouette già di per sé snella, e regalare un sound particolarmente profondo.

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I terminali alti permettono di dare visibilità al bellissimo forcellone monobraccio, al quale può essere abbinato un moderno cerchio da 19 pollici in lega a cinque razze, o un più classico cerchio a raggi. Perché la personalizzazione è una delle parole d’ordine di questo modello: la gamma degli interventi possibili varia dagli accessori originali BMW ai componenti aftermarket costruiti dai preparatori, così da creare un esemplare veramente unico.

Il serbatoio in lamiera da 17 lt, il cruscotto misto analogico/digitale, i freni con ABS, la forcella telescopica anteriore e quella Paralever posteriore completano questo azzeccato connubio di estetica vintage e modernità ingegneristica.

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Le geometrie del mezzo assicurano una posizione di guida dominante e allo stesso tempo rilassata, per ogni pilota, che, insieme ai pneumatici tassellati, ci ricordano che con questa moto il viaggio non deve necessariamente fermarsi dove finisce l’asfalto.


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