Sport

Bob e skeleton: a 130 all’ora in tunnel di ghiaccio!

Alessandro Cassaghi
4 Marzo 2019

In attesa che gli ultimi freddi finiscano e torni la primavera, gli sport invernali entrano nel loro clou. Come non può venire in mente lo slittino, pensando alle distese innevate delle località sciistiche? I fan di questo sport saranno al settimo cielo, perché sono in corso i mondiali di skeleton a Whistler, in Canada, e andranno avanti fino al 9 marzo, mentre le gare di bob si terranno nella stessa località ma termineranno il 10. Però, a differenza della discesa che tutti noi potremmo fare da una pista, nel bob (e nel “cugino” skeleton), disciplina olimpica invernale, si “corre” in un percorso interamente ghiacciato e scivolosissimo.

Curiosi di scoprire qualche curiosità divertente su questo freddo e adrenalinico sport di nicchia?

Un po’ di storia: tutto ebbe inizio negli Usa… Il bob nasce nel lontano 1880, ad Albany (New York), per essere poi esportato in Svizzera. Le prime gare venivano disputate lungo strade cittadine innevate, mentre fu nel 1884 in Svizzera, a Davos e Sankt Moritz, che si tennero le prime competizioni ufficiali. All’inizio gli equipaggi erano composti da 5 o 6 persone, poi passate a 2 o 4 negli anni ‘30. Differente, invece, la storia dello skeleton (scheletro, il nome usato per indicare la slitta, un telaio molto semplice), di cui abbiamo notizia per la prima volta nel 1885 quando, sempre a Sankt Moritz, venne creata la pista Cresta Run, tutt’oggi considerata la più prestigiosa di sempre.

Uno, due, quattro posti. Ma non è un’automobile. Una delle caratteristiche che differenziano il bob (dall’inglese bobsleight, slitta) dallo skeleton è la… capacità di carico! Infatti, se nel bob gli equipaggi sono costituiti da due o quattro atleti, nello skeleton è una sola la persona che sfreccia pericolosamente sul mezzo. Entrato in pista e posizionato con la testa nella parte anteriore e a pancia in giù, guida soltanto con i movimenti del corpo, raggiungendo la velocità folle di 130 chilometri orari! Proprio la postura in gara differenzia bob e skeleton, visto che i bobbisti invece si “siedono”, raggiungendo addirittura i 140 chilometri orari. Pensate che l’equipaggio è sottoposto ad accelerazioni laterali pari a cinque volte la forza di gravità!

Un film tutto da ridere: Quattro sottozero! Il film Disney “Cool Runnings – Quattro sottozero” uscito nel 1993 è ispirato alla storia vera della nazionale di bob a quattro della Giamaica, che nel 1988 partecipò ai giochi olimpici invernali di Calgary – contro ogni pronostico, visto che non sono molti i paesi tropicali che possono vantare più di una partecipazione alle Olimpadi invernali. I quattro bobbisti purtroppo però si ribaltarono in gara a Calgary, senza conseguenze per fortuna. Andò decisamente meglio durante le altre edizioni a cui parteciparono: nel 1992 ad Albertville in Francia conclusero le gare quintultimi, mentre due anni dopo in Norvegia terminarono con un quattordicesimo, disgnitosissimo, posto. In quell’occasione il risultato fu ancora migliore nel bob a due: un decimo posto incredibile!

 



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