Arte

Botero, la delicatezza di un contemporaneo a Verona

Elisa Monetti
6 gennaio 2018

A concludere l’anno che l’ha visto festeggiare gli 85 anni di età insieme con i 50 di carriera, Fernando Botero arriva in mostra ad AMO-Palazzo Forti di Verona, fino al 25 febbraio.

Realizzata in costante collaborazione con l’artista, l’esposizione ospita oltre 50 opere, tra cui alcune icone assolute dell’arte contemporanea quali I Coniugi Arnolfini e il Cristo crocifisso.

Ma da dove nascono i volti rotondi e i corpi dilatati che hanno fatto di Botero uno delle firme più conosciute dell’arte contemporanea, un pennello tanto originale da non potersi inserire in alcuno stile preesistente ma creandone anzi uno nuovo e inaspettato?

Nato in Colombia dichiarerà di “Non aver mai dipinto nulla di diverso dal mondo come lo conosceva a Medellín”: in una frase la sintesi perfetta di una misteriosa creatività.

Saranno il fascino dell’architettura barocca e delle illustrazioni della Divina Commedia di Gustave Doré, conosciuti in tenera età, a guidarlo appena ventenne in un viaggio oltreoceano, alla scoperta della storia dell’arte europea. Sarà durante le numerose visite ad importanti musei spagnoli, francesi e, soprattutto, italiani che i suoi occhi si abitueranno a nuove immagini, nuove linee, forme ma, soprattutto: nuovi colori.

Tornato in patria, Botero troverà il modo di rappresentare la passione per i colori maturata davanti ai capolavori di Goya, Tiziano, Giotto, Mantegna, Velázquez e Rubens, con lo sguardo del fanciullo che mai ha abbandonato.

Così, mentre i colori si mantengono tenui ed educati, in campiture omogenee prive di contorni e ombre che confondono le figure, i corpi cominciano a dilatarsi per circondarsi di ampie e colorite vesti, i volti diventano rotondi per far spazio a sempre più rosa, i personaggi assumono pingui silhouette che sembrano sbeffeggiare ogni accademica abitudine. Non vi è, tuttavia, alcun intento di critica nelle sue opere, i suoi protagonisti fissano lo sguardo nel vuoto come a riflettere l’astensione da giudizi del loro autore che, deciso, afferma che “L’arte debba dare all’uomo momenti di felicità, un rifugio di esistenza straordinaria, parallela a quella quotidiana. Invece gli artisti oggi preferiscono lo shock e credono che basti provocare scandalo. La povertà dell’arte contemporanea è terribile, ma nessuno ha il coraggio di dire che il re è nudo.

Ed è forse questo credo profondamente intrinseco nelle sue opere, questa passione per un’arte felice, a rendere Botero uno degli artisti più universali del mondo contemporaneo, un uomo capace di parlare a tutti con il solo ausilio della sua serena tavolozza di colori delicati.

BOTERO

21 ottobre 2017 – 25 febbraio 2018

SEDE

AMO-Palazzo Forti – via Achille Forti 1, Verona

ORARI

lunedì 14:30 – 19:30

martedì / mercoledì / giovedì / venerdì / sabato / domenica 9:30 – 19:30


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