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Brest, la sentinella del mare

Carla Diamanti
10 dicembre 2015

Postard Brest

Era la fine del 1600 e Vauban, per rafforzare le frontiere del regno di Luigi XIV, pensò a una fortificazione che potesse vigilare sul lembo occidentale della Francia e aiutare le imbarcazioni a seguire la rotta. Fu così che sull’isola di Ouessant, di fronte alla costa bretone, sorsero due torrette semicilindriche con un apparato luminoso alimentato da carbone di legna. Era il primo faro bretone, rischiarava le lunghe notti dei mesi invernali e segnava la strada ai naviganti. Gli altri seguirono e molti sono diventati tappe dell’antica Route des Phares et des Balises lungo un tratto di costa bretone dove la vita è scandita dal ritmo delle maree.

Esiste un luogo migliore di Brest per cominciarne il percorso di scoperta?

Brest la scegli per Océanopolis, l’universo sottomarino che qui non è soltanto raccontato e illustrato, ma anche studiato con rigore scientifico. Gli edifici, che sembrano aggrappati alla terra strappata al mare, sono incubatrici da percorrere per stupirsi e per conoscere gli ambienti di tutti gli oceani del mondo e dei relativi ecosistemi. Uno dei suoi gioielli si chiama Abyss Box e riproduce le condizioni di vita a circa 2.000 metri sotto il livello del mare: un punto di osservazione unico al mondo da cui tutti possono osservare il comportamento animale in un ambiente straordinario. Poi, dopo la visita, a Brest ti guardi attorno e scopri una città che non ti aspettavi. Ancorato alla costa, il suo castello è tutto un rincorrersi di spazi chiusi e di aperture sull’acqua: serviva per proteggere l’arsenale e la città, che durante la Guerra dei Cent’Anni era diventata inglese, e oggi ospita il Museo della Marina, ça va sans dire.

Le migliaia di alberi e i chilometri di corde dell’antico arsenale, oggi sono stati ereditati dai centri navali in cui si costruiscono e si riparano le imbarcazioni di tutto il mondo. Sulla terraferma, in questi laboratori che profumano di legno tornano a vivere glorie del passato, mentre piccoli gioielli galleggianti che hanno attraversato gli oceani e che sono entrati nel mito riposano in attesa di lifting.

Dal mare, invece, si oltrepassa il passaggio largo appena due chilometri dove si affacciano case in legno progettate da architetti sullo sfondo della roccia “dell’imperatrice”. Dal mare si passa sotto il grande ponte dove a settembre ci si raduna per un grande picnic e dal mare si contemplano i suoi porti, sei, per l’esattezza. Dal mare si colgono le sfumature rosa che al tramonto colorano la sabbia attorno alla rada di Brest, una delle più belle d’Europa. Ancora più bella se vista navigando sulla Recouvrance e degustando ostriche e frutti di mare freschissimi. Accompagnati, in stagione, dalle fragole di Plougastel, il borgo da cui grappoli di case bianche dal tetto grigio a spioventi spuntano fra gli alberi.

I voli di gabbiani accompagnano la passeggiata panoramica sulla rada e fino alla punta di Crozon. Se le folate di vento vi affascinano, lasciatevi sospingere e risalite la costa rocciosa fino alla punta di St. Mathieu. All’estremità dello sperone, incastrato nelle rovine di un’abbazia benedettina del XII secolo troverete il faro di Saint Mathieu, costruito nel 1835. Segnatevi il luogo e tornate in una giornata limpida di primavera: da quassù potrete far correre lo sguardo su un panorama mozzafiato che spazia dalla Pointe du Raz all’isola di Ouessant.

www.brest.fr

 

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