Letteratura

Britannia Mews, il quartiere proibito ritrovato da Astoria

staff
22 gennaio 2012

Copertina lucida di colore scarlatto, titolo bianco, oblò con foto in bianco e nero. I volumi di Astoria edizioni si riconoscono dalla grafica minimal, di buon gusto. Un’eleganza che non tralascia nemmeno i contenuti: la scommessa editoriale capitanata da Monica Randi, infatti, si pone come obbiettivo un virtuoso rispolvero di quelle “neglected” della letteratura che – purtroppo – il tempo, l’incuria degli editori e la distrazione dei lettori hanno fatto precipitare in un oblio davvero immeritato.
Tra queste paladine della bella pagina, una collocazione di tutto rispetto si merita Margery Sharp. Non c’è da stupirsi se il nome non vi dice nulla: dopo la fine degli anni ’70, questa prolifica scrittrice inglese è finita nel dimenticatoio. Unica superstite tra le sue opere, la fortunata serie di romanzi intitolata “The rescuers”, che vede come protagonista la raffinata topolina Bianca, accompagnata nelle sue avventure dall’impacciato Bernie, da cui Walt Disney trasse ispirazione nel 1977.
Ma la Sharp non si dedicò solo alla letteratura per l’infanzia. Tra le sue opere di maggior fortuna, ecco tornare in libreria, nella nuova traduzione di Bettina Cristiani, “Britannia Mews”. Il romanzo, pubblicato in Inghilterra nel 1946, arrivò un anno più tardi in Italia, con il titolo dal gusto ormai un po’ ammuffito “Non uscimmo più in carrozza”, e nel 1949 venne trasformato nel film “The Forbidden Street”.
Adelaide Culver, eroina tenace, ma allo stesso tempo delicata, allergica alle costrizioni della rigida società vittoriana, viene travolta da un amore proibito, quello per il suo insegnante di disegno. Pur di inseguire la propria emancipazione sentimentale abbandonerà l’agiatezza di Albion Place per sposarsi e trasferirsi nella proibita Britannia Mews, quartiere in origine destinato a stallieri e cavalli, ed ora popolato da una pittoresca quanto turbolenta fauna urbana. Ritrovatasi con un marito poco di buono – ubriacone di rara antipatia –, Adelaide impara a fronteggiare gli ostacoli di una vita appena dignitosa e, in seguito, è costretta a cedere ai ricatti di una vecchia e laida comare. Riuscirà poi a coronare il sogno di un amore felice e ad aprire un teatro di splendide marionette.
Una narrazione in gonnella, leggera e dall’humor tutto britannico.

 

Virginia Grassi

“Britannia Mews” di Margery Sharp, Astoria edizioni, traduzione di Bettina Cristiani, pp. 366.


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