Sport

Buffon, Federer, Rossi: grandi, vecchi, infiniti

Riccardo Signori
29 gennaio 2018

Roger Federer che fa scendere le lacrime. Gigi Buffon che compie 40 anni e sfoglia la margherita:”Lascio o non lascio?”. Valentino Rossi che sente che la musica della sua moto non è finita. I grandi vecchi si esaltano e ci esaltano. Grandi vecchi d’assalto, grandi vecchi che raccontano di un non ti scordar di me. Grandi, vecchi e infiniti. Ci provano, ci tentano, ti adescano con le vittorie. Ma non sempre basta. Gigi Buffon domenica ha compiuto 40 anni,il mondo gli ha lasciato fantastici biglietti d’amore, ma tanto non gli può bastare se qualcuno a fine stagione gli dirà: adesso basta, devi smettere. Smettere o non smettere? Questo è il problema. SuperGigi lo ha detto in tutte le interviste di questo lungo approccio al suo compleanno. E chi gli ha suggerito “La vita ricomincia a 40 anni, smetti e riparti per un’altra storia” è stato ascoltato, ma non certo ringraziato. Le lacrimecon le quali Buffon ha raccontato l’esclusione azzurra dal mondiale di Russia 2018 hanno fatto il giro del mondo e commosso il mondo.

 Buffon è stato , e sarà, simbolo di un uomo, un atleta che sa piangere senza vergognarsi di farlo davanti a tutti, se la causa vale le lacrime. Però gli è più difficile pensare di chiudere con il calcio, con il campo verde, gli avversari, le grandi sfide. La logica dice:a 40 anni si può smettere. La Juve glielo ha già detto in tono soft, magari toccherà a qualcuno ripeterlo in tono secco. Come è capitato a Del Piero e Totti, tanto per citare gli ultimi casi più famosi. Sarebbe un peccato se Buffon rovinasse la sua grande statura di campione con un peccato di golosità narcisistica.

 Platini mollò il calcio giocato quand’era ancora un top, Rivera ci mise qualche attimo di più. Mazzola capì al volo il momento dell’addio. Pelè lo gestì con abilità affaristica. Ronaldo, il Fenomeno, ha rischiato di diventare la macchietta di se stesso. Maradona si è fatto male da solo ed ha dovuto lasciare senza poter decidere. Gigi Buffon ha già fatto intendere che vuole continuare, ma se riuscirà a ripensarci dimostrerà di essere grande, anzi più grande di quell’uomo con le lacrime sul viso.

 C’è modo e modo di essere grandi vecchi: Roger Federer lo sta dimostrando a quasi 37 anni. Dietro le lacrime dell’ultima vittoria nel torneo del grande slam in Australia è spuntata la frase che racconta una storia.”Questa è una favola, vi amo”. Il mondo ama Federer come lo svizzero ama  il mondo che gli ha dato tante soddisfazioni. L’Australian open è ancora suo, come accaduto nel 2004, 2006, 2007, 2010. Ha battuto Martin Cilic in 5 set per aggiudicarsi il ventesimo slam, sesto titolo in Australia come Emerson e Djokovic. Federer è l’unico giocatore della storia  ad aver vinto tre slam dopo i 35 anni. Solo Ken Rosewall ha fatto meglio, a 37 anni appena compiuti. Come dire: c’è vecchiaia(agonistica) e vecchiaia. Rispetto a Buffon, Federer ha la possibilità di decidere da solo e non dipendere dalla società o dover rendere conto ai compagni di squadra. Non è poco.

 Infine un altro grande vecchio, Valentino Rossi, che ancora non sa quando smetterà, ha sorriso davanti ai progressi della sua moto Yamaha. Un altro anno da giocarsi fra i protagonisti. Ma nessuno ci resterebbe male se Rossi, dopo tre-quattro gare, decidesse che la musica è finita. Per ora, dopo le prove in Malesia, Valentino ha rilanciato l’ottimismo. “L’anno passato non ho mai avuto sensazioni così positive. E’ un inizio molto incoraggiante”. E un’altra annata di Rossi in moto certifica un’altra vittoria dei grandi vecchi. Anche di un Buffon, che magari lascia.


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