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Caffè Fernanda alla Pinacoteca di Brera: ecco che sapore avrebbe l’arte

Giorgia Giuliano
24 Luglio 2019

Nei musei lo si sente brontolare lo stomaco di chi ha fame d’arte. È un appetito che solitamente si nutre di passione ma che alla Pinacoteca di Brera a Milano si appropria anche di sapori, stoviglie, stagioni. Caffè Fernanda presenta alle persone l’alter ego dell’arte, dicendo la sua su che gusto avrebbe un quadro se mai fosse un piatto, con che posata sarebbe più giusto mangiare una scultura e che consistenza potrebbe avere un dettaglio o anche solo una pennellata. Un bel progetto che ha da poco tagliato il traguardo della sua ambizione, diventando anche ristorante e bistrot.

Pare quasi un’isola, circondata da quel mare di artisti da Hayez a Piero Della Francesca – e in effetti la proposta gastronomica è isolana perché proviene da quel buonissimo triangolo di terra mediterranea che fa della sua cucina una propaganda da diffondere: è la Sicilia a trionfare nel menu di Caffè Fernanda, però quella senza soffritti. A Filippo La Mantia il compito di dipingere la sua cucina, di darle più colore attraverso spezie e aromi, di rendere più vivide le melanzane o i pomodori. L’oste e cuoco della sicula Milano ha scelto la giovane Angela Amato che appare pronta e creativa, istruita a sufficienza e col grembiule pronto a macchiarsi di ingredienti e soddisfazione.

La particolarità dell’offerta gastronomica di Caffè Fernanda sta però nella sua provenienza: le verdure sono fresche e brillanti e…hanno camminato poco. Gli ortaggi arrivano infatti da una verdissima Milano: Agrivis, una cooperativa sociale nata nel 2016 e che ad oggi conta 3,5 ettari di terreno coltivato nel parco agricolo Sud Milano. Caffè Fernanda ha un pezzetto di orto tutto per sé dove crescono rigogliose le verdure più diverse, tutte biologiche – dai broccoli ai peperoni, dalle melanzane alle zucchine, porri, spinaci, daikon e topinambur, persino le fragole. La cosa bella è che gli agricoltori sono delle vere e proprie opportunità umane: persone fragili e con disabilità ma che rendono forse ancor più saporita la proposta culinaria di Caffè Fernanda, un format che dimostra come anche l’arte, al giorno d’oggi, possa fare stretching.

 



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