Food

Capodanno Made in China: tutti pronti a festeggiare l’anno del maiale (anche a tavola)!

Giorgia Giuliano
4 Febbraio 2019

A Milano il capodanno si festeggia due volte: alla mezzanotte del 31 dicembre e… a partire da domani, 5 febbraio 2019. Se per noi italiani il famigerato cenone della vigilia sembra durare due settimane, il capodanno cinese dura due settimane per davvero: nessun red carpet ma un look total red per Paolo Sarpi che tra parate e lanterne diventa quella cosa in comune tra Italia e Cina. Questo sarà l’anno del maiale e lo conferma la gigantesca installazione suina che fino a domenica 10 febbraio s’insinuerà tra gli aperitivi di Largo La Foppa – giorno della parata del dragone che, gli addicted lo sanno, partirà da Piazza Gramsci.

La chinatown milanese è la tappa gastronomica di chi vuole scoprire l’alternativa cinese alle nostre lenticchie – simbolo di ricchezza e di prosperità: sono i jiaozi, ravioli alla piastra ripieni di pancia di maiale e verdure – cavolo cinese, piselli, sedano, carote, bambù – la cui forma ricorda un lingotto d’oro anche se, a quanto pare, la vera ricchezza è soprattutto nel ripieno. Noi consigliamo quelli espressi della Ravioleria Sarpi, un gustoso work in progress tutto da guardare e dopo il quale sarà senz’altro facile replicarli: se manca qualche ingrediente ci si può recare da Kathay, il supermercato delle culture lontane che avvicinano e incuriosiscono sempre di più gli occidentali. Immancabili, poi, i baozi, panini al vapore con ripieno a sorpresa: il lato comfort dello street food perché possiamo mangiarli mentre ci godiamo la famosa parata del drago.

Insomma più che farli, ai cinesi gli auguri piace mangiarli: un esempio concreto è il fatto che durante i festeggiamenti è importante che il pesce non manchi perché la parola yu (che significa pesce, appunto) suona uguale alla parola prosperità – quella che ci auguriamo un po’ tutti attraverso mille piatti differenti. A capodanno i protagonisti sono la carpa e il pesce gatto che indicano soldi e abbondanza: sono ottimi se accompagnati a salse a base di soia, aceto, vino cinese o in agrodolce ma anche fritti.

Tang Gourmet è una certezza in fatto di cibo cinese autentico e lo si capisce già aprendo il menu a pergamena che conta diverse tipologie di piatti tra zuppe, noodles, piatti unici e piccole chicche.

Non esistono i sofisticati finger food ma zampe di gallina e orecchie di maiale che, tra l’altro, costituiscono lo snack che i piccoli bambini con gli occhi a mandorla adorano mangiare a scuola. Le traverse di Paolo Sarpi sono il covo di tante rosticcerie cinesi dov’è possibile trovare le parti più insolite di maiali e galline oltre ai classici involtini, baozi e piatti a base di riso: per i mammoni della lasagna e dei maccheroni al ragù, il capodanno cinese potrebbe essere anche l’inizio di una nuova food addiction!

Arriviamo al dessert. Il lato dolce di queste due settimane di festa ha forma tonda, consistenza morbida e gusto pieno: si tratta dei tāngyuán, palline di riso farcite con marmellata di fagioli e datteri, oppure vuote ma fritte. La pasticceria cinese è una sorpresa continua e ha una tradizione che rimanda niente meno a quella inglese e portoghese – un indirizzo da provare è sicuramente Mr. Time. La torta dell’anno nuovo si chiama niangao ed è sempre a base di riso, datteri, castagne e foglie di loto: questo dolce viene cotto al vapore insieme allo zucchero e ogni fetta è un augurio a puntare sempre più in alto – e se ne mangiamo più di tre fette avremo di sicuro un anno da giganti.

 

 



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