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Carlo Cracco è per tutti: ha aperto il nuovo bistrot in via Victor Hugo a Milano

Giorgia Giuliano
10 Aprile 2019

Nostalgia canaglia! O sarà rivoluzione? Sta di fatto che Carlo Cracco non è uno chef che si accontenta. Tra vecchie e nuove aperture, i suoi locali compongono una sorta di menù degustazione: la portata principale non è certo sotto la cloche ma in Galleria dove l’alta cucina si espande in verticale – precisamente su cinque piani. Il Ristorante Cracco ha da poco festeggiato il suo primo anno un poco più vicino al Duomo: è stato un trasloco gourmet di cui si è tanto parlato (e fotografato) mentre la vecchia via Victor Hugo si riempiva pian piano di “scatoloni”.

Viene subito da chiedersi se l’indirizzo milanese potrebbe essere l’amuse-bouche di benvenuto o il dessert che ci lascia il sapore dolce di quella che è di sicuro una buona notizia: il nuovo bistrot di Carlo Cracco ha aperto proprio là dov’era prima il suo Cracco-Peck, in Via Victor Hugo, e per di più con un’altra (nuova) vetrina e parte bar. Lo chef si diverte a diffondere a Milano i suoi alter ego: oltre al ristorante di alta cucina in Galleria Vittorio Emanuele, ci sono anche i già ben rodati Carlo e Camilla In Segheria e Garage Italia. È come se ogni volta si domandasse: “Chi sarei se….?” ed ecco che la risposta si concretizza in un locale: dopotutto tra il dire e il fare c’è di mezzo un bistrot.

Cracco assicura leggerezza e divertimento tanto nell’offerta gastronomica quanto nell’estetica complessiva degli spazi. Il bistrot è pensato per avvicinarsi a tutti, è insomma una sorta di opportunità accessibile, più facile, a metà tra il pop e l’impeccabile. Cracco ricomincia (anzi, prosegue) da dove ha iniziato, chiaramente con un cambio d’abito. Se la forma del bistrot si fa più vicina alla gente ed è proprio “per tutti”, allora lo chef toglierà il papillon per indossare un chiodo in pelle nera. Ma anche la bistronomie è, in fondo, pura eleganza: magari terrà la camicia?



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