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Carven diventa cinese. E Ruffieux vacilla

Martina D'Amelio
19 ottobre 2018

Uno scatto della collezione FW18/19 di Carven

Un altro marchio francese passa in mani cinesi: dopo Lanvin, è la volta di Carven, che finisce nell’orbita di un gruppo orientale.

La Maison è stata acquisita da Icicle, il colosso di prêt-à-porter luxury cinese. A rischio liquidazione, Carven si salva in corner grazie ai nuovi proprietari asiatici (era già entrato in Bluebell nel 2016), che manterranno in Francia gli atelier dell’azienda fondata nel 1945 da Marie-Louise Carven.

Un’operazione da 4,5 milioni di euro con investimenti per 8 milioni per risollevare la griffe, in perdita dopo la dipartita, nel 2014, dello stilista Guillame Henry. Dopo di lui, il duo Alexis Martial e Adrien Caillaudaud, prima di arrivare alla guida creativa attuale di Serge Ruffieux, in carica dal gennaio 2017. E sarebbe proprio la sua poltrona a vacillare, secondo quanto già successo nelle fila di Lanvin: il contratto d’impiego del direttore creativo non farebbe infatti parte dell’accordo di acquisizione siglato da Icicle. E se da pochi giorni si parla di Sialelli alla direzione creativa del brand nell’orbita di Fosun international, ci si aspetta un cambio al vertice anche da Carven.

Tra i primi punti della nuova proprietà, al momento, c’è solo l’apertura del futuro flagship, che sarà inaugurato il prossimo anno. E chissà dove sarà Ruffieux in quella data.

 


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