Leggere insieme

Casapelledoca

Marina Petruzio
5 Gennaio 2020

Pelledoca editore, in questo autunno, pubblica “Casapelledoca”, una breve storia di Beatrice Masini già uscita nel 2001: ne rinnova la veste grafica e il formato, affidando le suggestive illustrazioni a Lorenzo Conti, già noto per aver illustrato una delle prime pubblicazioni della casa editrice milanese, “I Topi”, un leporello senza parole.

Quel che è immediato è il ritrovarsi esattamente in quel luogo. Un posto non palesato da alcuna indicazione, una campagna antitetica rispetto a una amata città. Una campagna qualsiasi. Bastano poche pagine e si è già parte di quella grande casa dall’aspetto un po’ sinistro,come hanno tutte le case molto grandi, vissute da generazioni. Vicini a Riccardo, il protagonista, a condividere i suoi pensieri ma ancora di più, le sue paure. Un ragazzino di dieci anni che, oltre a dover gestire il passaggio da una scuola all’altra, da infanzia a quella terra di mezzo che sono le scuole secondarie, si ritrova a dover accettare un cambio di casa sul quale non può in alcun modo intervenire. Né lui né suo fratello adolescente che – come tale – sta sempre zitto. La mamma di Riccardo ha ereditato la grande casa dalla zia Betta,  nella campagna dove è cresciuta, e i suoi genitori hanno così deciso di trasferirsi: un ambiente più sano, lontano da una vita dominata dallo stress, un luogo dove tornare. Che parte può avere un ragazzino in questa decisione se non subirla in ogni sua piega? Da una casa troppo grande, da un buio troppo scuro all’esterno quando si fa sera, a quel silenzio che non sta mai zitto. Popolato da scricchiolii improvvisi, da respiri profondi, il silenzio qui è pieno di rumori non conducibili a nulla di noto. È immenso e sinistro, non morbido come il silenzio di una casa che conosci da sempre, di un luogo dentro il quale sei cresciuto. No, in quella casa anche i muri sembrano respirare e il silenzio è costantemente in agguato. E allora quando resti solo chiudi tutto: a doppia mandata le porte, assicuri le imposte, che siano ben fissate, e le finestre serrate e tieni sempre d’occhio la sacca con le mazze da golf del bisnonno Orazio. Non si sa mai.

E mentre settimana dopo settimana, senza quasi accorgersene, i giorni rendono il dentro e il fuori un po’ meno sconosciuti, Riccardo sta allerta, si spaventa, teme il tempo troppo lungo dell’attesa del rientro a casa di qualcuno. Difficile abituarsi a un mondo così lontano da quello che si è sempre conosciuto e di cui ci si fidava completamente. Riccardo pensa, rimugina su quella scelta così inaccettabile e nel frattempo legge, si appassiona sempre di più alle scienze, agli animali, al loro habitat, alle tracce, alle forme delle loro impronte lasciate su sentieri spesso umidi in inverno, alla possibilità di rilevarle, di farne magari un calco. E poi quell’articolo sull’avvistamento delle linci. E ancora una serie di piccoli inspiegabili incidenti, la casa che si allaga quando nulla perde, la luce che va via all’improvviso la notte di Natale senza che i contatori rilevino guasti, quei rumori strani che hanno spaventato anche la mamma. Schiocchi, risucchi, pim, ponf,sbam, fsccc e poi ancora.

Riccardo non avrebbe mai voluto andare a vivere lì. Ora, che la sua paura diventi la paura di tutti.

Mentre il lettore viene assorbito dal racconto di Riccardo, sempre in prima persona, e dalla sua psicologia, la suspense è accentuata da una scrittura che si esprime per frasi brevi, da una fitta punteggiatura che rallenta il lettore, che dà spazio a dei vuoti all’interno dei quali si muove quel che del racconto non viene detto. Segue questo stile Lorenzo Conti, che nelle sue illustrazioni adotta una palette colori ristretta, composta spesso di verdi e nero, un nero molto profondo, ad aumentare la sensazione di essere in una realtà che non può cambiare, fissa, dentro la quale tutto, anche l’oggetto conosciuto, perde la sua carica di personalità per omologarsi a un ambiente freddo, psicologicamente desolante, ampio e vuoto. Un beige, come una luce nell’oscurità, compare timidamente, illustrazione dopo illustrazione, sino a esplodere in un giallo retriever che inonda la camera, costringendo l’inospitale verde fissità a defluire, lasciando spazio a una giornata indimenticabile.

Cosa succede tra il verde fissità e il giallo retriever è quello che non si può svelare all’amante delle storie tese, al giallista in erba, al cruciverbista, a chi fa della matassa scompigliata il suo passatempo. Riccardo è un po’ tutti i ragazzini di quell’età davanti al non conosciuto, alla cosa nuova, a quelle decisioni che passano sulla testa perché troppo piccoli per dire la propria, essere ascoltati e avere una parte nella decisione in un momento in cui l’ascolto renderebbe più semplici le cose e proteggerebbe dalla paura.

 

Casapelledoca
di Beatrice Masini
illustrazioni di Lorenzo Conti
edito Pelledoca editore
Età di lettura: a partire dai 10 anni



Potrebbe interessarti anche