Destinazioni

Case museo: Milano nasconde gelosa le sue gemme

Federico Sigali
12 dicembre 2015

VILLA NECCHI / FAI

L’austerità di linee e forme, retaggio austriaco del fu Lombardo Veneto, non farebbe mai pensare all’ignaro passante che dietro i caratteri duri ma eleganti dei palazzi milanesi si possano trovare enormi tesori. Palazzi dai meravigliosi cortili barocchi, sontuosi giardini e sterminate collezioni d’arte: tutto celato dietro quel tipico low profile lombardo delle facciate. Low profile che non ha però impedito, nel corso dei secoli, all’aristocrazia e all’alta borghesia meneghina di creare grandi dimore che racchiudessero all’interno altrettanto grandi collezioni d’arte.

E dal 2008 il Circuito Case Musei di Milano raggruppa quattro di queste dimore che, grazie alla filantropia dei proprietari, sono state messe al servizio della collettività e le loro collezioni aperte al pubblico.

1 Bagatti Valsecchi

Museo Bagatti Valsecchi (via Gesù 5)
Il Palazzo Bagatti Valsecchi, ristrutturato nel XIX secolo in stile neorinascimentale, era la fastosa dimora dei fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi. I due nobili fratelli milanesi allestirono il palazzo con la ricca collezione di dipinti e manufatti quattro-cinquecenteschi, tra cui tavole di antichi maestri come Giovanni Bellini o il Giampietrino, maioliche e vetri rinascimentali, arredi quattrocenteschi, avori, oreficerie, armi e armature. Il palazzo venne alienato alla Regione Lombardia nel 1974 dagli eredi dei Bagatti Valsecchi e la collezione d’arte presente venne donata ad una fondazione creata ad hoc.

2 Poldi Pezzoli

Museo Poldi Pezzoli (via Manzoni 12)
Il Museo Poldi Pezzoli aprì nel 1881, dopo la morte del suo fondatore, il nobile Gian Giacomo Poldi Pezzoli. La casa museo è uno dei primi e meglio riusciti esempi d’istoricismo in Europa: ogni ambiente prende infatti ispirazione da uno specifico stile del passato, ospitando manufatti dell’epoca cui si ispira. La raccolta di preziosi dipinti va dal Trecento all’Ottocento e si alterna a una ricca collezione di sculture, armi, vetri, orologi, porcellane, tappeti, arazzi, mobili ed oreficerie, che si amalgamano in uno straordinario unicum.

I bombardamenti del 1943 hanno purtroppo distrutto la maggior parte dei decori fissi. Oggi accanto alle sale storiche, restaurate in stile, si affiancano così molti nuovi ambienti, opere e allestimenti, come la bellissima Sala d’Armi progettata da Arnaldo Pomodoro.

3 Casa Boschi di Stefano

Casa Boschi di Stefano (via Jan 15)
La Casa Museo Boschi di Stefano nasce dalla filantropia di Antonio Boschi e Marieda Di Stefano che nel 1973 donarono la loro collezione di arte contemporanea al Comune di Milano con la clausola che venisse creato un museo nell’appartamento di famiglia nella palazzina di viale Jan progettata dall’architetto Portaluppi. La collezione, che raggruppa tutta la più grande pittura italiana del Novecento comprende opere di Soffici, Boccioni, Sironi, Severini, Dottori, Sironi, Morandi e De Pisis. Nella sala centrale, lavori di de Chirico, Campigli, Savinio e Paresce ricostruiscono il rapporto italiano con la Parigi degli anni trenta mentre una stanza è interamente dedicata alle opere di Lucio Fontana.

4 Villa Necchi Campiglio

Villa Necchi Campiglio (via Mozart 14)
Progettata negli anni ’30 da Piero Portaluppi, Villa Necchi Campiglio è giunta a noi perfettamente intatta, sia negli esterni sia nella ricca infilata di sale interne corredate da mobili dell’epoca. Architettura, arti decorative, arredi e collezioni restituiscono, nel loro insieme, l’elevato standard di vita dei proprietari, esponenti dell’alta borghesia industriale lombarda. Due importanti donazioni arricchiscono inoltre la visita: la raccolta di opere d’arte del primo novecento di Claudia Gian Ferrari e la raccolta di dipinti e arti decorative del XVIII secolo di Alighiero de’ Micheli.


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