Leggere insieme

C’è un Rinofante sul tetto!

Marina Petruzio
8 luglio 2018

LupoGuido per una delle sue primissime uscite vola a Cape Town, a sud dell’Africa, e porta all’attenzione del suo giovane pubblico C’è un Rinofante sul tetto!, stroboscopico albo illustrato da Dale Blankenaar su un testo di Marita van der Vyver. E andare a dormire dai nonni non sarà più la stessa cosa…

Solo poche righe per inquadrare lo stato psicologico del protagonista: Daniel, un bambino come tanti, in età scolare anche se di tanto in tanto pare un trentenne ma, colpo di scena dell’albo e plauso all’illustratore, il suo abbigliamento: quella meravigliosa tutina da notte, all-in-one, ben lo colloca tra le persone piccole. Daniel, già in pigiama, indossa pantofole tartan e tiene sotto il braccio il suo orso e, accompagnato dalla sua valigia, viene lasciato a dormire a casa dei nonni…per la prima volta.

Lasciato a dormire significa solo. Significa che mamma e papà saranno in un altro dove e senza di lui. E che dal momento in cui lo depositeranno davanti alla porta di casa, una casa che presumibilmente Daniel conosce, nella sua testa non ci sarà più nessuno capace di occuparsi di lui.

Nessuno a cui venga spontaneo lasciare l’acqua sul comodino perché è lì che Daniel è abituato a vederla e trovarla da tutta la vita, come se fosse un oggetto di design che appartiene alla sua camera e a lui. E questo potrebbe già rappresentare un momento di difficile adattamento. Da questo momento Daniel, come ogni bambino della sua età legato ancora ai riti dell’infanzia, comincia a percepire una certa ansia. Quello stato che porta a non riuscire più a stare fermo; sgrana un attimo gli occhi, stira i lineamenti e porta a scandagliare ogni centimetro quadro di intorno. Un intorno che come per un incantesimo assolutamente poco divertente inizia a dilatarsi. E dilatandosi si ingrandisce a dismisura. Alza gli scalini, fa crescere la casa dei nonni che si allunga e stringe, sale verso un cielo nero e con lei gli alberi del giardino improvvisamente spogli, tentacolari, secchi e minacciosi come mai lo erano stati prima quando ancora erano gentili e accoglienti tane, rifugi.

Così la scala che porta al piano di sopra e anche il gatto non sembra essere quello di prima, ma un tipo di cui non fidarsi affatto, anche se si ostina a fare quello soriano e rossiccio.

In questo stato d’animo impossibile che non salti agli occhi la libreria dei nonni e i libri che vi ospita. Se sino a quel momento poteva essere un componente d’arredo qualsiasi, reso magari colorato dai dorsi dei libri, a uno sguardo un po’ più attento, un po’ più vicino…Creature degli abissi…L’uomo delle nevi…e quella scala infinita? Parte dal tappeto persiano steso sul pavimento e appoggiata alla parete sale e sale, oltre l’illustrazione, oltre la pagina bianca, sin forse al tetto. E tetto, qui, adesso che i nonni se ne sono andati, è una parola impronunciabile. La camera si allunga come risucchiata dall’infinito, da un magnete gigantesco e potentissimo, il soffitto si allontana, la finestra diventa irraggiungibile se non fosse per quella scala. Il gatto, passo felpato sul davanzale; uno spettrale raggio di luna illumina una fetta di camera, meglio portarsi il piumino almeno sotto gli occhi e tenere gli occhiali che quattr’occhi vedono meglio di due. Nel silenzio di quella stanza buia – più buio del buio della sua – un rumore, strano, provenire dal tetto…un rumore come di animali enormi e pesantissimi che danzano e saltellano intorno al comignolo. Qualcuno spia la scena da un buco, attorno il nero più pesto, Daniel e l’orso hanno gli occhi fissi e spalancati.

Quel qualcuno che osserva la scena da un buco è il lettore che da passivo si farà attivo, pronto a sostenere Daniel e aiutarlo ad attuare un piano…di fuga! C’è un Rinofante sul tetto!

Torniamo qui. Siamo in un albo illustrato, un albo LupoGuido a cui piace scovare racconti che si rivolgano ai bambini per davvero, racconti che raccontino senza insegnare ma per divertire e questo è un albo veramente divertente!

Nero, come la notte e come la notte pieno di mostri che ai bambini piace sentire quel friccicorino arrivare e con mille zampette elettriche salire dalla punta dei piedi sino al cuore, un sussulto, il respiro trattenuto e poi un urlo più di divertente felicità che di paura matta. E questo albo sembra ben saperlo, l’illustratore, un esperto di piumoni tirati su, sino alle orecchie! Siamo a casa dell’infanzia e in una situazione nota ai più: qualcuno non ha nessuna intenzione di addormentarsi e accampa scuse: la casa è piena di rumori e di insidiose inquadrature dalle prospettive vertiginose. Buchi come di buchi negli occhi dei quadri, toppe delle serrature, fessure come di porte socchiuse, da cui misteriosi esseri attendo il momento più opportuno. O i nonni. Animali tra i più differenti come leoni e giraffe, come coccopotami e dragoraffa blu, morbidi cervorilla soffici come un accappatoio. O un orso.

Una parola va spesa sicuramente per i veri protagonisti di questa storia di allegra paura: i nonni e la loro puntuale caratterizzazione.

Presumibilmente inglesi, stanziali da poco in Sud Africa, instancabili e curiosi viaggiatori, inventori di mondi fantastici popolati dalle amenità custodite nel tempo e trattenute da ogni singolo viaggio, narratori eccellenti, eterni fanciulli che proprio per questo mai potrebbero dubitare della presenza di una dragoraffa blu nell’armadio e per questo sempre disposti a chiederle la cortesia di poter andare ad alloggiare altrove per non disturbare il sonno del piccolo nipote, e per questo bussando all’anta dell’armadio almeno tre volte.

E a Daniel non resta che consigliare il loro parrucchiere!

 

 

C’è un Rinofante sul tetto!
con il testo di Marita van der Vyver e illustrato da Dale Blankenaar
edito LupoGuido
collana illustrazioni
euro 14
età di lettura dai 4 anni, per tutti


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