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Chi dorme non piglia pesci… ma è più felice e intelligente! A dirlo è la scienza

Beatrice Trinci
7 Febbraio 2019

Snooze è il termine inglese che indica quei preziosissimi minuti che scorrono tra una sveglia e l’altra, attimi che sembrano infiniti e che ci permettono di continuare a goderci il tepore delle coperte prima di buttarci definitivamente giù dal letto. Molti ricercatori, nel tempo, hanno sostenuto che questa comune abitudine ci rendesse in realtà più pigri e meno produttivi durante la giornata, facendoci così sentire in difetto se la nostra volontà non è abbastanza forte da farci scattare immediatamente sull’attenti ogni mattina. Ora, però, uno studio sembra schierarsi dalla parte di chi proprio non ama definirsi una “morning person”, affermando che continuare a dormire, in realtà, sia sintomo d’intelligenza e di creatività.

Il reale motivo? Il quotidiano britannico The Indipendent ha dedicato un articolo alle rivelazioni delle ricercatrici Satoshi Kanazawa e Kaja Perina, secondo cui il nostro organismo tenderebbe a seguire ancora oggi i ritmi dei nostri antenati, che andavano a dormire relativamente presto, rendendo così un anticipato risveglio del tutto naturale. Ritmi cui non ci saremmo ancora abituati, viste le stressanti abitudini e gli orari sfasati che imponiamo ormai al nostro corpo.

Al contrario, seguire il nostro orologio naturale aiuterebbe a sviluppare al meglio ogni potenzialità: proprio per questo motivo le menti più creative farebbero fatica a svegliarsi.

Ma la vera rivoluzione sta in un secondo studio, stavolta condotto dall’università di Southhampton, secondo cui continuare a dormire dopo il suono della sveglia è sinonimo di felicità. Un’indagine condotta sulle abitudini del sonno di 1229 volontari, tra uomini e donne, mostrerebbe, infatti, che i “gufi” (coloro che vanno a dormire dopo le 23:00 e non si svegliano prima delle 8:00) proprio per la loro spiccata dote creativa, si ritrovano a condurre uno stile di vita migliore, con impieghi più appaganti e stipendi più alti rispetto a chi va a letto prima. Insomma, chi dorme più a lungo magari non piglia pesci, ma almeno è più felice.

D’altronde, se è la scienza a dirlo chi siamo noi per contraddirla? La prossima volta che non riusciremo ad alzarci dal letto in tempo record ripetiamo a noi stessi che, in fondo, siamo soltanto più intelligenti di chi è meno pigro di noi.

 

 

 



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