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Chiara Maci e Filippo La Mantia si raccontano a Scalo Milano: l’intervista doppia

Giorgia Giuliano
15 Maggio 2019

Sono come il pomodoro e il basilico fresco Chiara Maci e Filippo La Mantia e il loro è un legame che col tempo hanno imparato e impiattato, dimostrando che il posto dell’amore è dappertutto: in cucina, nella lista della spesa e nei libri. Quello scritto da loro s’intitola “Ma tu come la fai la caponata?” ed è stato pubblicato nel 2018 da Harpers Collins: è un gioco di scrittura che incastra tra le righe il loro (ben più grande: stanno insieme dal 2016) gioco di squadra – non hanno la stessa maglia, ma ad essere diversi quasi quasi si vince meglio.

Lo scorso 10 maggio, la coppia che piace a tutti ha realizzato non una torta ma un intero menu di compleanno per festeggiare in grande stile il primo anno di Scalo Milano come fashion outlet.

Filippo e Chiara sono stati bravi, ma anche parecchio quotidiani durante il loro showcooking, preparando alcune delle ricette che riempiono le pagine del loro libro. A collaudare la serata è stata proprio la loro caponata, seguita da una pasta con pesto di pomodorini, salmone al curry (qui lo zampino della seguitissima food blogger) e chiusa in estrema dolcezza con la cassata siciliana decorata al momento dalla coppia che qualche piccolo segreto in fondo lo ha svelato – e riguarda proprio la ricetta del famoso dolce siciliano.

Durante la serata abbiamo rivolto qualche domanda a Chiara e a Filippo. Cosa abbiamo scoperto durante l’intervista? Che le loro differenze sono in realtà il loro punto di forza. E che cucinare con il proprio partner non è poi così semplice…

Con quale piatto hai capito che cucinare sarebbe diventato il tuo mestiere?
Chiara: Con i dolci. Mi piaceva talmente tanto preparare, organizzare gli ingredienti e vederne il risultato finale che alla fine…è diventato il mio lavoro.
Filippo: Non penso di avere un piatto in particolare, è stata forse la caponata a farmi capire qualcosa. Cucinare diventa un vero e proprio mestiere quando la gente apprezza il tuo lavoro e quello che fai: se i piatti tornano vuoti in cucina allora il progetto funziona. 

Avete pubblicato il vostro primo libro. C’è qualcos’altro che vi piacerebbe fare insieme?
Chiara:
Beh chissà, ci sono tante cose…per ora la cosa che più vorremmo fare è un week end tutto dedicato a noi due, cosa che non facciamo da un po’.
Filippo:
Con Chiara c’è sempre stato un rapporto quasi provocante. Ci piace prenderci in giro e lo facciamo in maniera naturale e non programmata. Le nostre differenze e le nostre visioni riguardo la vita ci hanno portato a giocare con le nostre stesse diversità e a quanto pare alla gente piace questo tipo di rapporto. Riguardo i progetti futuri sarò sincero: non impazzisco per la televisione, anche se le proposte arrivano. Chiara invece è portatissima per il piccolo schermo ed apprezzo molto quello che fa, eccetto qualcosa….

Qual è l’aspetto più bello e anche quello più difficile della cucina a quattro mani?
Chiara: Sicuramente è divertente cucinare insieme, giocare con le preparazioni e con la seduzione del cibo stesso, ma allo stesso tempo avere tecniche diverse e modi diversi di cucinare non aiuta.
ilippo
: Cucinare a quattro mani è come suonare il pianoforte a quattro mani. Ci si incrocia, ci si guarda, si gioca: tutto è molto piacevole. Ovviamente devi apprezzare la persona con la quale condividi l’esperienza in cucina: con Chiara ci siamo sempre divertiti e presi in giro.

La vostra è una cucina fatta più di intesa o di compromessi?
Chiara: Di compromessi direi: i gusti non sono sempre simili ma proviamo a venirci incontro.
Filippo:
La nostra è una cucina che rispecchia a pieno la nostra personalità. L’intesa si raggiunge anche attraverso i compromessi: vivere un’esperienza insieme non vuole dire capirsi al 100%. La cucina è la rappresentazione parziale della vita. Ognuno la vede e la percepisce come crede. L’importante è rispettarsi.

Scalo Milano festeggia il suo primo anniversario come outlet: quanto è impattante l’offerta gastronomica all’interno di una realtà come questa?
Chiara e Filippo:
L’offerta gastronomica è fondamentale. Ci piacciono gli outlet dove poter girare tutto il giorno con i bimbi, ma è davvero importante anche avere un posto dove potersi fermare a mangiare qualcosa di buono, ancora meglio se si ha a disposizione un’offerta variegata, pensata anche per i più piccoli e per le persone con gusti differenti.



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