Leggere insieme

Chiedi a tuo padre…e altre frasi misteriose degli adulti. Una piccola guida

Marina Petruzio
22 Marzo 2020

Da Corraini Edizioni un albo disegnato a pennarello, senza bordi neri e con qualche sbavatura, divertente e con ironia leggermente scorretto (per Grandi!): “Chiedi a tuo padre…e altre frasi misteriose degli adulti. Una piccola guida” con i testi di Davide Calì e le illustrazioni di Noemi Vola.

Misteriosi sì gli adulti. Fai una domanda a uno e ti risponde Chiedi a tuo padre. Ha l’eco questa frase, risuona nella memoria di tutti per anni. Ogni qualvolta ti salti in mente di porre una domanda a un genitore ti arriverà l’onda di quel Chiedi a tuo padre e arriverà così forte che forse deciderai di non provarci neppure con un bel va beh, dai, è lo stesso. Passati questi anni che stanno tra l’infanzia e una terra di fioritura e crescita, un giorno con lo stupore di un cucciolo che impara ad abbaiare e sente per la prima volta la sua voce, ti sentirai dire, ma proprio uscire dalla stessa tua bocca, in modo spontaneo e senza troppe riflessioni Chiedi a tuo padre. È lì che apprendiamo che: in primo luogo siamo irrimediabilmente e irreversibilmente adulti – e lì per lì questa piccola parola pesa come un plinto. Inoltre, che al di là del patrimonio genetico indiscutibile ne possediamo un altro a corredo, quello delle frasi misteriose degli adulti! Sacchettini di lettere forse all’inizio che in varie fasi e senza fare rumore alcuno si compongono in frasi e solidificano in bacchettine pronte a saltar fuori quando meno te lo aspetti.

Nel loro essere sempre uguali a se stesse sono molteplici e per ogni occasione.

Provate a chiedere, a qualsiasi età, un cane o un animale da compagnia a uno dei genitori e scatta il forse, vedremo; il perché no e il perché sì rappresentano la pochezza verbale, la mancanza di argomentazioni in una sintesi tutta a favore dell’adulto, la noia, la frettolosità dell’essere grandi innanzi alla millesima richiesta dell’infanzia. Segue a breve distanza, perché chiedere è prerogativa dei bambini, la più smentita di tutte in epoca moderna o comunque pre Coronavirus, che suona così: Non si può avere tutto! È quel tutto l’infanzia sa perfettamente come ottenerlo, semplicemente cambiando armi.

A questa fa seguito il laconico e colpevolizzante pensa a quei bambini che non hanno nulla! Oppure la fatidica frase valida per tutto l’anno ma efficacissima da settembre a dicembre: chiedilo a Babbo Natale e nell’età degli unicorni e dei super eroi questa ha una presa formidabile e apre possibilità di richieste infinite. Liste su liste. Certo, prima di scoprire che quel Babbo è il tuo. Poi ci sono i vari Come si dice? o la meglio in assoluto Non ho sentito la parolina magica che ricordi perfettamente quanto ti desse fastidio, che perdita di tempo fosse, che imbarazzo vedere l’adulto trattenere un morso di pane in cambio di paroline magiche…eppure ti ritroverai nella stessa posizione, con la stessa espressione e le stesse parole che sgorgano dalla tua stessa bocca. Quasi una presa in giro colossale. Certo, quando sentirai chiedere dalla tua stessa voce a un bambino o a una bambina Cosa farai da grande avrai la certezza di essere arrivato, ché il cattivo che abbatteva le pecore nel presepe non lo hai mai catturato.

E si potrebbe andare avanti. I bambini ne conoscono tantissime, a volte paiono più di quelle che in realtà ci accorgiamo di dire, come quel corri piano che se no sudi, molto più che misteriosa c’è da rifletterci veramente e passarci del tempo! Per questo, in fondo al libro, poco prima dei risguardi, gli autori hanno lasciato lì due paginette a righe per raccogliere ciò che di bizzarro i bambini sentono da quelli che dovrebbero essere, e di fatto sono, quei simpatici adulti di riferimento che finalmente, alla loro età, possono dire e fare quello che vogliono perché glielo hanno detto tante volte da piccini Farai quello che vuoi quando sarai grande.

Se abbandoniamo un attimo l’adulto nella sua posizione imbalsamata da parolina magica e scendiamo un po’ più giù, là sotto c’è l’infanzia che di domande se ne deve fare parecchie e anche di fatica per scoprire tutto da sé: qual è quella benedetta parolina magica tra abracadabra, boh, ta-daaah o similari; come entrano e poi escono i bambini e le bambine dalla pancia della mamma – e qui le congetture sono infinite e sarebbe così più facile se i grandi lo sapessero! Capire le dinamiche e adottare soluzioni strategiche per ottenere l’ennesimo giocattolo quando poco prima ci si era sentiti dire che non si può avere tutto e affini, per i piccoli è gioco proprio banale. Per i grandi cedere è strategia di sopravvivenza e loro lo sanno benissimo! Frasi come perchè non vai a giocare fuori, a cui fa seguito un perentorio non camminare nelle pozzanghere, getta l’infanzia in un abisso di domande le cui risposte fortunatamente tiene per sé, ma di certo possiamo dire che non giocherebbero a favore del noioso grande che non si capisce cos’è cresciuto a fare se dimentica così d’un tratto la gioia e la sfida degli opposti. Poveretto.

Sullo sfondo i pennarelli di Noemi Vola, uno strumento bambino, in quest’epoca più facile delle matite colorate, più veloce e decisamente incisivo. Dove il nero è nero, il rosso, rosso. Lo strumento col quale si ritraggono, immaginano i loro giochi, progettano e restituiscono ciò che vedono. E Noemi Vola li usa come fanno loro, ripartendo il foglio in campiture piccole, dove le linee tracciate dalla punta si sovrappongono intensificando la tinta, in piccoli segni o a puntini, in circolo e lasciando spazi bianchi. Se davanti impera la frase misteriosa, dietro l’infanzia gioca, risponde a modo suo, si perplime, disegna ciò che vede e che sente, a suo modo.

Indiscutibilmente dalla parte dei bambini, ironico per gli adulti, certamente letteratura col sorriso!

 

 

Chiedi a tuo padre e altre frasi misteriose degli adulti
per i testi Davide Calì
per le illustrazioni Noemi Vola
edito Corraini Edizioni
€16,5
età di lettura: proprio per tutti