Sport

Chievo, Milan, Cittadella: il calcio che fa sognare

Riccardo Signori
22 settembre 2016
Rolando Maran

Rolando Maran

La Juve che torna sul ponte di comando non è un sogno, ma solo un segno. Il segno del potere dopo una distrazione milanese. Ma il Chievo che se la gioca a pari punti con Inter e Roma, e appena davanti al Milan, segna un’altra incancellabile verità del pallone: il calcio fa sognare. E finchè potete non svegliatevi. Direte: sempre così ad inizio campionato, c’è qualche squadra che si ritrova nel gruppo di testa, poi le grandi (qualcuna di nome, altre di fatto) prendono il sopravvento. Vero, però un quartiere calcistico che diventa metropoli è sempre da stropicciar gli occhi. Chievo sornione, terzo (terzo!) in classifica, guidato dalla saggia mano di Rolando Maran, crapa lucente e testa competente. Chievo che vince in casa, ma a Verona ha vinto solo la Juve nel 2016.

Quindi c’è forza e forza: quella della difesa, per esempio, che tien basso il conto gol subiti (4), non riuscendo ad aumentare quello dei gol fatti (7). Se aggiungete che, finora, gli attaccanti di ruolo sono rimasti a secco, ecco dimostrata l’unicità della squadra veronese. C’è tempo per segnare e tempo per soffrire.

Andiamo per sogni e non dimentichiamo quelli del Milan. Dopo tanti discorsi sulla squadra un po’ debolina, sulla campagna acquisti inverosimile per il blasone e la tradizione rossonera, in  attesa di padroni cinesi sempre più misteriosi, e non ancora del tutto credibili, la squadra si ritrova appena dietro le favorite del campionato. Quelli rossoneri non saranno sogni di gloria, al massimo cercheranno di tornare in Europa, ma alimentano speranze che fino ad un paio di settimane fa erano bandite. Non è un bel Milan in assoluto, ma ha ritrovato la vena di Carlos Bacca e forse l’unico gioco possibile: difesa stretta e contropiede. Così si vince in Italia e Montella dovrebbe averlo capito.

Vincenzo Montella

Vincenzo Montella

Se Berlusconi non ci metterà più lingua, chiedendo bel gioco, forse il Milan riuscirà a stupire se stesso e gli altri. Con una chicca, questa sì, che potrebbe renderlo a origine controllata. Sta crescendo una squadra giovane, nata dal vivaio e dagli acquisti con età mirata. Contro la Lazio la linea verde contava cinque giocatori under 23: dicono le statistiche che ai rossoneri non capitava dal 2003, una vita fa. Nelle prime 5 giornate, Montella ha schierato la squadra con un’età media di 25 anni e 10 mesi. I ricordi di un Milan così giovane tornano ai tempi di Ancelotti, quando, però, la squadra si giocava la Champions e i giovani erano una diversificazione temporanea. Qui,invece, il Milan punta (deve) sulla linea  verde ed ha pescato anche bene in certi casi: Donnarumma è il portiere del futuro, finchè Raiola non lo porterà altrove per fare cassa, poi Niang e Suso, Romagnoli e Calabria, mettiamoci anche De Sciglio, che ha già fatto vedere bontà ma soprattutto limiti e sta per compiere i 24 anni.

Milan che fa sognare nel suo verde speranza e, per ora, con una classifica dignitosa che lo riclassifica nel gotha malandato del nostro pallone.

Infine sognano e son desti a Cittadella e dintorni, cittadina di ventimila abitanti nella provincia di Padova che, ora (o per ora?) assaggia  con gusto la zona promozione.

 Un’altra veneta a cercar gloria. Si parla di serie B, ma cinque vittorie di fila resteranno nel segno della statistica e, probabilmente, del campionato. Squadra che gioca in nome del gol: miglior attacco del campionato, tre attaccanti di fatto più che di nome. Gianluca Litteri, 28 anni cresciuto nelle giovanili dell’Inter, Luca Strizzolo e Andrea Arrighini che non hanno frequentato grande calcio e vengono da categorie minori. C’era una volta Ezio Glerian, allenatore passato alla storia del Cittadella, profeta dell’attacco a quattro punte. Oggi il tecnico è Roberto Venturato, nato in Australia da genitori veneti, senza gran esperienza di serie B. Ma ci è arrivato in fretta con la sua squadra. Ed ora chissà? Dove è stato il Carpi (serie A) ci potrebbe stare anche il Cittadella.


Potrebbe interessarti anche