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Classifica di merito: Juve, Roma e Lazio

Riccardo Signori
7 maggio 2018

Onore alla Juventus, mancano solo ago, filo e una postilla tecnica per ricucire lo scudetto sulla maglia. La postilla tecnica dice che il Napoli dovrebbe vincere le ultime partite e segnare una quindicina di gol senza subirne alcuno. La classifica del campionato è ben delineata per i primi due posti. Ma stavolta val la pena avventurarsi in una classifica che non si basa solo sui punti: ovviamente molto più opinabile, ma più intrigante per una valutazione globale della stagione. Parliamo della classifica di merito, ovvero chi ha meritato di più rispetto ad attese e reali risultati conseguiti sul campo, non tanto e non solo nello stretto cono di luce della serie A.

E qui qualcosa cambia. Lasciamo il 1° posto alla Juventus per il settimo scudetto consecutivo. Inoltre è arrivata per la quarta volta di fila alla finale di coppa Italia ed è uscita dalla Champions dopo aver sbarellato a Torino, ma col riscatto di una grande partita a Madrid, dove l’occhio dell’arbitro non è stato benevolo: che è diverso dall’aver sbagliato o meno valutazione. Poi il partito “pro e contro” Allegri dirà la sua. Ci saranno i fustigatori che criticheranno sempre il tecnico e i più razionali che valuteranno il suo lavoro, risultati alla mano e punti quasi record in classifica. Oscar della sorpresa a Douglas Costa, assolutamente immarcabile nell’ultimo sprint di campionato. Oscar della delusione a Paulo Dybala: partito per essere una stella e finito come un corista.

Ecco, ma qui ci fermiamo. Ovvero in classifica al secondo posto c’è il Napoli. Invece la nostra classifica di merito, studiata a tavolino, dice così: 1) Juve; 2) Roma; 3) Lazio; 4) Atalanta e Milan; 5) Napoli; 6) Inter. Nel resto complimenti sparsi a Fiorentina, Spal e Crotone (prescindere dalla salvezza o meno) e Sampdoria.

Perché seconda la Roma e non il Napoli? Perché la Roma si è giocata una grande Champions league, contro squadre davvero forti e ha lambito la finale, complici anche alcuni errori arbitrali. La Roma ha fallito in coppa Italia, ma ha mantenuto una bella faccia in Italia e in Europa pur essendosi privata di Mohamed Salah, fantastico egiziano che ha dimostrato tutto il valore al Liverpool. Aggiungiamo il semiflop di Patrick Schick, che ha tolto alla squadra di Eusebio Di Francesco un uomo al quale affidarsi con convinzione. Ci sono errori e delusioni e la Roma ha superato entrambi.

Terzo posto alla Lazio che ha stupito non tanto per la rosa di qualità, quanto per la continuità di una stagione nella quale ha superato momenti difficili. E La Lazio, come Roma e Juve, ha lottato fino quasi all’ultimo in Europa, al contrario del Napoli.

Quarte, a pari merito, Atalanta e Milan: ciascuna a modo suo ha superato momenti difficili, problemi di rosa e raggiunto traguardi diversi dagli orizzonti. L’Atalanta si è ripetuta in Italia ed ha fatto bella figura in Europa. Il Milan ha riscattato un inizio difficile, obiettivamente non poteva competere per un posto in Champions ma ha trovato un posto in Europa e conquistato la inattesa finale di coppa Italia. Rino Gattuso ha ottenuto più di quanto pensabile, non a caso il Milan , nel girone di ritorno, è stato dietro a Juve e Napoli in quanto a punti.

Ecco ora tocca al Napoli: criticabile rifilargli un posto così lontano dalla Juve, quando ha lottato fino in fondo per lo scudetto? Vero, ma il Napoli ha costruito una squadra negli anni che doveva lottare per lo scudetto. Ha snobbato in modo irritante le coppe, europee e italiane, si è aggrappato solo al campionato e il suo tecnico, Sarri, ha spremuto un piccolo gruppo di giocatori fino a farli crollare, anziché trovare la forza per lo sprint finale con altre forze.  Non basta raggiungere il record di punti dei suoi campionati. Il Napoliha rischiato di vincere lo scudetto e , nel giro di una settimana, lo ha perso maldestramente. Il gioco ha incantato,ma si gioca per vincere qualcosa, non solo per guardarsi nello specchio e farsi dire “quanto siete bravi!”.

Ultimo posto, fra i notabili, per l’Inter, che potrebbe entrare nel gruppo Champions ma avrà assolto solo al compito minimo. L’Inter doveva lottare con le primissime, soprattutto perchè non ha giocato nemmeno in Europa. Non ha sfruttato il vantaggio ed è inutile dare la colpa a fattori esterni. Maurito Icardi ha segnato valanghe di gol, Luciano Spalletti non è stato il tecnico che ha mantenuto fede alla sua fama. L’Inter deve lottare per vincere qualcosa: lo dice la sua storia.


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