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Coronavirus: Vinitaly si arrende all’emergenza e slitta al 2021

Beatrice Trinci
24 Marzo 2020

Anche Vinitaly alza bandiera bianca di fronte all’emergenza da Covid-19. La celebre kermesse enoica ha annunciato che l’edizione 2020, in calendario dal 19 al 22 aprile, non si terrà più il prossimo giugno, come già era stato ipotizzato, ma direttamente nel 2021.

A far slittare ancora una volta la rassegna non solo i risultati di un sondaggio sulle generali intenzioni di partecipazione, che danno ben oltre un meno 30% di presenze tra clientela internazionale e appassionati del settore, frenati dalla paura di affrontare la grande folla della fiera, ma anche il continuo protrarsi della tragica situazione sanitaria in Italia e nel mondo. Pertanto gli amministratori hanno scelto di riprogrammare il calendario, puntando sulle attività di sostegno “del business delle aziende italiane sui mercati”, come dichiarato dal direttore generale di VeronaFiere, Giovanni Mantovani. A fargli eco il presidente Maurizio Danese, che afferma: “Abbiamo ridefinito gli obiettivi e le strategie del Gruppo per proseguire l’attività in Italia e all’estero e ripartire prontamente quando si tornerà a pieno regime”.

A oggi sono oltre 200 gli eventi fieristici sottoposti a revisione di calendario e slittamenti più o meno incerti, con ingenti e conseguenti perdite complessive, dal Salone del Mobile al Mido, da Identità Golose al Garden, fino al Cosmoprof. Come agirà dunque Vinitaly nei prossimi mesi? Mantovani annuncia “investimenti straordinari sui nostri eventi internazionali e ci mettiamo a disposizione del settore e del sistema della promozione per considerare la realizzazione di un evento innovativo il prossimo autunno a servizio delle aziende”.



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