Leggere insieme

Cosa c’è nella tua valigia?

Marina Petruzio
21 Dicembre 2019

Che cosa c’è nella tua valigia?”: è la domanda più che lecita, tacita o espressa, di chi incontra qualcuno, uno sconosciuto che trascina una pesante valigia per esempio, e il titolo dell’albo che Terre di mezzo pubblica per mano di Chris Naylor-Ballesteros.

Una valigia ha percorso un lungo viaggio, è una valigia pesante, un po’ logora con quegli interni texturizzati che si usavano una volta, di quella finta carta, si diceva fosse cartone pressato e dopo un po’ che ci mettevi cose si graffiava. Così si presentano i risguardi, graffiati qui e là, logorati dal tempo, dai lunghi viaggi. Sono verdi, di un verde un po’ improbabile come i colori di certe valige che neppure sai più come sono diventate le tue valigie: qualcuno le ha portate prima di te, trascinate per un mondo che cammina, sempre in movimento e poi le ha lasciate lì, come un monito, un presagio. Ché nel mondo si cammina da sempre. Sono verdi, anche se di una sfumatura diversa, come quello strano personaggio che trascina la valigia, come a sottolineare un’appartenenza, un nucleo quale è il viaggiatore con la sua valigia. D’altro canto è naturale: chi si trova costretto a lasciare la propria casa di questa fa la sua valigia con le poche cose che può contenere, le sole che abbiano un senso, sempre molto personale, qualcosa di cui non possiamo liberarci, qualcosa che non possiamo abbandonare perché quell’oggetto, quella cosa, ha in sé un valore che riconosciamo doverci accompagnare per la vita. È stanco questo strano essere verde, questo forestiero venuto da chissà dove e chissà proprio perché qui. Desta subito un certo interesse ciò che non si conosce, un interesse con una doppia faccia: una buona, del buon sentimento, della cura, dell’accoglienza e una pestifera che respinge ciò che è diverso, straniero, sconosciuto quindi di cui diffidare.

Era coperto di polvere, triste e spaventato. Aveva scalato una montagna con quel piglio di chi pensa che svalicando il mondo cambierà faccia.

Cosa c’è nella tua valigia? Gallina, volpe e coniglio come tre comari che tutto vedono e tutto sanno approcciano il nuovo arrivato con una domanda sibillina e indagatoria.

Be’, c’è una tazza da tè, è la risposta. Caro piccolo sparuto esserino verde a loro non la si fa, meglio dirla tutta, raccontare che nella pesante valigia grigia ci sono anche un tavolo per appoggiare la tazza, e una sedia di legno così da potersi sedere. Volpe non è volpe così per nulla ed è il primo a dubitare delle parole del foresto verde. Impossibile! Vero, ci sono una tazza da tè, un tavolo una sedia e anche una capanna di legno con una piccola cucina dove poter preparare il tè. Una casa sulla collina, una piccola casa smontabile e messa in una valigia. La casa di quel coso verde. I dubbi si moltiplicano, la fiducia vacilla, bisognerebbe controllare, aprire la valigia, guardare dentro. L’occasione è data dalla grande stanchezza dell’esserino verde, che sentendosi così stanco si abbandona a un momento di sonno e in quel sonno ripercorre il suo viaggio tumultuoso. In un attimo i tre apriranno la valigia rovinandola irreparabilmente. In quella doppia pagina con le viti del manico che saltano mostrando i dadi che saltano da ogni parte, in quegli interni logori di quello strano verde, quel che resta di una tazzina da tè col suo piattino e una foto. La foto di un piccolo esserino seduto su di una sedia, sul tavolo di legno, davanti a lui una tazzina da tè e sullo sfondo una bella casetta di legno, segno indelebile di giorni felici. È un senso di vergogna quel che assale Volpe, Coniglio e Gallina, per quel che hanno rotto, per ciò in cui hanno messo mani e naso con sfiducia e forza.

Quel che trova al suo risveglio l’esserino verde è qualcosa di commovente che suggella un’amicizia, l’inizio di una nuova vita e il ritorno di giorni felici. Con uno stile diretto, semplice, senza fronzoli, con un tratto che lascia alla fantasia il definire, lo strutturare, Chris Naylor-Ballesteros racconta ai più piccoli cosa significa casa quando si è costretti a lasciarla, della paura istintiva verso il nuovo, del diverso. Ipotizzando di dare più spazio a un immaginario che possa far vincere a tutti le paure primitive e che, come in una foto, si possano ricostruire giorni sereni con gesti di cura, fiducia, con amicizia e solidarietà.

Ma se si pensa alla reale catastrofe di qualcuno che deve lasciare la propria casa con niente in mano, la nostra così chiamata “crisi” nel ricevere e provare a trovare una sistemazione a queste persone non è comparabile. La situazione non cambierà presto, quindi dobbiamo reagire con più immaginazione e meno istinto. Penso che tutti noi abbiamo una paura istintiva verso ciò che non conosciamo e per il diverso, sia esso un luogo, una situazione o una persona. Dovremmo provare a smettere di denigrare il “diverso”, perché non serve a niente, e provare a respingere e superare la nostra paura. Spero che anche il mio sia un contributo nel senso di incoraggiare le persone a essere più fiduciose ed empatiche”.

 

Cosa c’è nella tua valigia?
testo e illustrazioni di Chris Naylor-Ballesteros
traduzione Sara Ragusa
edito Terre di mezzo
€15
età di lettura: dai 4 anni