Costa Concordia: il bilancio dei morti nel naufragio sale a 11, comandante ai domiciliari

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17 gennaio 2012

Cinque cadaveri sono stati individuati dai sommozzatori nella poppa sommersa della Concordia al Giglio, portando il numero dei morti nel naufragio a 11. Nella serata di martedì, il gip del tribunale di Grosseto ha disposto i domiciliari per il comandante della nave, Francesco Schettino.

 

VITTIME NAUFRAGIO Rinvenuti dai sommozzatori i corpi di quattro uomini e una donna, tra i 50 e i 60 anni, probabilmente passeggeri. Uno dei dispersi, un tedesco, invece è stato rintracciato: era in Germania, “ha telefonato e ha detto che sta bene”. Lo ha fatto sapere il questore di Grosseto, Michele Laratta, nel pomeriggio. Rimangono ancora molte persone disperse.

 

IL COMANDANTE AI DOMICILIARI Il gip del tribunale di Grosseto non ha convalidato il fermo per Francesco Schettino, indagato per il disastro, e ha disposto per il comandante gli arresti domiciliari a Meta di Sorrento. Schettino è stato interrogato al tribunale di Grosseto per quattro ore. “Mi sono trovato lo scoglio davanti, non ho abbandonato la nave”, avrebbe detto Schettino durante l’interrogatorio. L’avvocato Bruno Leporatti ha sottolineato come il comandante abbia spiegato il suo comportamento “e tutte le decisioni, e le scelte prese in quella fase di emergenza”. In merito all’allontanamento dalla nave dopo il naufragio, il legale ha detto: “La nave aveva una inclinazione di 90 gradi, provate voi a risalire”.

 

LA MOGLIE DI SCHETTINO: CAPIRE IL SUO DRAMMA UMANO “Sentiamo il dovere di respingere con forza qualsiasi tentativo di delegittimazione della sua figura, invitando a comprendere la sua tragedia ed il suo dramma umano”. E’ quanto ha chiesto Fabiola Russo, moglie di Schettino. “Ancora sconvolti per l’accaduto, in queste ore drammatiche – ha proseguito la donna – siamo innanzitutto profondamente vicini ai congiunti delle vittime. Restiamo in attesa dell’accertamento della verità che avverrà nei tempi necessari e nelle sedi opportune, e perciò invitiamo intanto accoratamente i media al rispetto massimo delle persone coinvolte in questa immane tragedia, evitando che la caccia alla notizia sensazionale calpesti la dignità umana”.

 

AMMUTINAMENTO DELL’EQUIPAGGIO C’è l’ipotesi di un “ammutinamento” a bordo della nave da crociera Costa Concordia naufragata all’isola del Giglio. Dopo l’impatto con lo scoglio, racconta l’ufficiale Alessandro di Lena a La Repubblica, “il comandante si è attaccato al suo telefono cellulare, ha fatto numerose chiamate. Noi gli facevamo numerose domande. ‘Comandante che si fa?’ Ma lui niente, era sempre al telefono”. Secondo quanto viene riferito, “Schettino chiama almeno tre volte, forse quattro, Ferrarini, con cui parla a lungo”. Roberto Ferrarini è il responsabile dell’unità di crisi e controllo della flotta Costa. Fonti della società armatrice confermano a Repubblica che “è vero. Schettino ha contattato Ferrarini una prima volta alle 22:05 e a seguito di quella comunicazione sono state attivate le procedure d’emergenza”. Ma l’evacuazione è stata ordinata soltanto alle 22.58, dopo un’ulteriore insistenza della Capitaneria di porto. Alle 22:30 circa, gli ufficiali si sarebbero resi conto che attendere una risposta dal comandante era inutile e avrebbero investito di fatto del comando della nave il comandante in seconda, Roberto Bosio, che ha dato il via all’immediata evacuazione.

 

CLINI: PRIMA FINIRE LE RICERCHE, POI RECUPERO CARBURANTE. Prima ci dovrà essere la “sospensione” delle ricerche dei dispersi, subito dopo potranno partire le operazioni per aspirare il carburante dalla Costa Concordia. Lo ha detto IL ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, che ha spiegato come “l’avvio delle operazioni per lo svuotamento dei serbatoi” è “subordinato alla conclusione delle operazioni per la ricerca di superstiti”.

 

Fonte: TMNews