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Craig Green vola verso (e oltre) Firenze

Martina D'Amelio
15 marzo 2018

Craig Green, senza dubbio uno dei più promettenti stilisti della scena inglese, forte degli ultimi successi è pronto a volare a Firenze: sarà proprio lui infatti il prossimo guest designer di Pitti Uomo.

Eravamo certi che presto avremmo sentito parlare di lui anche fuori dai confini britannici: il creativo londinese, laureato alla Central Saint Martin’s, ha debuttato nel 2012 ed è stato eletto British Designer of The Year negli ultimi due anni – pur avendone solo 31. Amatissimo da celebrities e star come Kanye West e Rihanna, Craig Green sfila con il brand che porta il suo nome alla London Fashion Week Men’s dal 2013, ma ora è pronto a salire in passerella a Firenze il 14 giugno, nell’ambito dell’edizione numero 94 di Pitti Uomo: si tratta quindi di una grave perdita per il calendario della LFW.

Ma d’altronde il suo talento non poteva rimanere circoscritto all’Inghilterra, e Pitti Immagine aveva già da tempo messo gli occhi su di lui: “Siamo entrati in contatto con Craig un paio di anni fa e siamo rimasti subito colpiti dalla sua collezione. A quel tempo, però, era legato alla London Fashion Week Men’s da un contratto di esclusiva. Craig sa innovare in modo radicale i codici del menswear, senza perdere mai di vista le dinamiche del mercato contemporaneo” ha dichiarato Lapo Cianchi, direttore comunicazione ed eventi dei saloni. “È un onore per me essere invitato a presentare la mia collezione come guest designer di Pitti Immagine Uomo 94, aggiungendo il mio nome allo straordinario elenco di designer che hanno partecipato alle precedenti edizioni” ha dichiarato dal canto suo lo stilista.

Uno scatto della sfilata FW18/19 di Craig Green – Ph. Guillaume Roujas

I punti di forza delle sue collezioni? Presentazioni spettacolari (quella per l’autunno-inverno 2018/2019 ha visto scendere in passerella i modelli agghindati da strutture in legno che ricordavano cavalletti per quadri), ricerca, workwear, per capi semplici e puliti nelle forme, dal piglio utilitaristico, ancorati alla realtà nonostante sotterranee divagazioni di senso ancora inesplorate (e per questo geniali e incredibilmente personali). Non per altro i suoi lavori sono già approdati nei musei, e li vedremo anche al Metropolitan di New York in Heavenly Bodies: Fashion and the Catholic imagination, la mostra in programma da maggio 2018 legata a doppio filo al Met Gala. Insomma: per il designer è il momento di volare alto. Verso (e oltre) Firenze.


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