Leggere insieme

Crictor. Il serpente buono

Marina Petruzio
10 Novembre 2019

Poi c’è “Crictor. Il serpente buono”, di Tomi Ungerer, che dopo un’infinità di tempo – perché se un libro è bello manca anche se sparisce dagli scaffali per un giorno – torna in libreria, dorso in tela verde, grazie al pensiero editoriale di LupoGuido: libri belli e storie per bambini di ogni tempo e…di qualsiasi età.

Ora, l’albo ha una dominante verde, non che un boa constrictor lo sia, ma il verde simbolicamente ha a che fare con la buona e anche con la cattiva sorte: è il colore della natura rigogliosa ma anche il colore più instabile in natura, meno sicuro delle sue posizioni, non disonesto ma neppure tutto dalla parte dei buoni, soprattutto è il colore del veleno e della paura. E non si può certo dire che un serpente che arriva da un paese lontano chiuso in uno strano pacco a forma di O, tutto bianco che pare una caramella col buco, non ne faccia!  Soprattutto se arriva non annunciato il giorno del tuo compleanno. È così che Crictor entró nella vita di Madame Louise Bodot; ebbe un nome, Crictor, appunto, in quanto costrictor; venne accudito come un bambino desiderato a lungo; ebbe una cameretta tutta per sé e un meraviglioso lunghissimo maglione di lana per quando faceva freddo (Crictor amava zigzagare nella neve). Ed è così che andò all’assalto di un pericoloso ladro, ricevette una bella medaglia al valore, si vide scolpire una statua che lo immortalava per sempre e dedicare un parco pubblico. Già, un serpente fortunato anche se lontano dal suo paese.

Altrettanto fu che così entrò Crictor, il serpente buono, nella vita di Madame Bodot, in quella piccola cittadina francese, con la sua piccola Notre Dame. Naso e mento a punta, crocchia, mezzi guanti in pizzo, mise perfettamente in stile e adeguate alla sua età, ricercate il giusto che si addice a una anziana maestra. Certo, perché fu anche così che Crictor cominció a andare a scuola.

Il capitolo sulla scuola è la parte centrale del libro, la parte che strappa più di un sorriso e quella in cui magari, sì, avere un serpente come animale domestico, compagno di giochi, potrebbe anche non essere male! Dopo Pippi con Zietto, un serpente orgogliosamente verde tra i banchi mancava. Ma nessuno scompiglio: Crictor in prima fila tiene la schiena dritta, gli occhi attenti posati sulla sua amatissima maestra, tanto che sembra non desiderare altro al mondo che seguire le lezioni di matematica purché spiegata da lei. Gli altri bambini fanno come se nulla fosse, anzi proprio come se non ci fosse nulla di particolare nell’avere come compagno di banco un serpente verde e pure constrictor! Gli altri bambini un po’ chiacchierano, si consultano, qualcuno alza la mano, altri leggono. Un serpente è una corda flessuosa che può imitare molte cose, anche le lettere dell’alfabeto e i numeri. Ma dopo una giornata a ingarbugliarsi e srotolarsi per formare una G, disegnare un 4 e arrotolarsi per un 8 si ha bisogno di un momento di pausa. E come per tutti il momento più bello è quello della ricreazione quando si può stare in cortile o in giardino, scivolare sullo scivolo, saltare alla corda con le bambine, mostrare un nodo ai boy scout, aiutare i bambini a recuperare il loro aquilone. Certo Crictor è un serpente buono e gioca con tutti. Aiuta tutti. E se lo guardi bene all’ora del thè diresti quasi che è un po’ inglese e Madame Bodot una delle donne più felici e orgogliose di quella piccola cittadina francese! Certo un serpente ti cambia ben la vita!

Questa è la storia di un’amicizia non convenzionale, di un verde che indica buona sorte e felicità. Dopo le lettere dell’alfabeto che rappresentano la parte più esilarante e giocosa, un accento è il caso di metterlo su Madame Bodot. Perfettamente caratterizzata, amabile donna del suo tempo, aristocratica la punto giusto, dalla casa sontuosamente impeccabile dove domina una riga discreta alle pareti e dove non si può dire che i tendaggi non abbiano avuto un posto d’onore e dove non mancano angolini riservati e luoghi del cuore dove poter sferruzzare in tranquillità o dove dare il biberon a un piccolo serpente. Mentre l’abbigliamento di Madame Bodot merita decisamente un approfondimento a parte!

 

 

Crictor. Il serpente buono
di e illustrato da Tomi Ungerer
editore LupoGuido
tradotto Gabriella Tonelli
€15
età di lettura: per tutti