Sport

Da Buffon a Chiesa: così cambia l’Italia

Riccardo Signori
19 marzo 2018

Quasi l’avevamo dimenticata, ma anche l’Italia ha una nazionale di calcioQualcuno dirà: meglio dimenticarla. Forse, ma non si può. Certamente annebbieremo il ricordo questa estate durante i mondiali di calcio, targati Russia 2018. Intanto prepariamoci a rivederla contro due nazionali di grande tradizione: Argentina (23 marzo) e Inghilterra (27 marzo), prima partita a Manchester, seconda a Londra, stadio di Wembley.

Si dice: nazionale del nuovo corso. E non è propriamente così: intanto la gran parte dei giocatori reduci dalla figuraccia contro la Svezia, che costò l’eliminazione dal mondiale, sono ancora tra i convocati. Facile capirne la ragione: in giro non c’è molto di meglio. Il ct di passaggio (forse), Luigi Di Biagio, ha recapitato al palato del tifoso due novità e qualche ritorno. Federico Chiesa e Patrick Cutrone riverniciano la squadra di azzurro speranza: soprattutto Chiesa ha la faccia e le qualità per diventare il trascinatore del futuro azzurro. L’inserimento di Bryan Cristante, Simone Verdi, Jorginho rappresenta un occhio verso il futuro, nelle zone di campo dove la nostra nazionale rischia di soffrire la mancanza di qualità.

Italia che promette gol: Cristante ha segnato nell’ultima giornata di campionato lanciando l’Atalanta al successo, Cutrone ha rimesso in corsa il Milan contro il Chievo. Ciro Immobile e Andrea Belotti sono l’usato sicuro. Non a caso il giocatore della Lazio comanda fra i cannonieri italiani del campionato e tien botta con gli stranieri di successo.  A proposito di stranieri, l’Argentina può permettersi di lasciare a casa Dybala e Icardi e questo la dice lunga sulla diversa possibilità di scelta dei ct.

 Milan e Juve sono le squadre più rappresentate (Chiellini ha dato forfait dopo la convocazione). E se appare logico che la Juve abbia un buon numero di giocatori, benché siano meno rispetto al passato (Barzagli ha deciso di chiudere con l’azzurro e Bonucci è passato al Milan), è interessante notare che la squadra allenata da Gattuso, nonostante un inizio difficile, porti diversi uomini in nazionale (DonnarummaBonucci, Bonaventura, Cutrone). Ed, anzi, qualcuno è rimasto ai margini per infortunio. Però questa osservazione spiega che l’Italia torna, ma poco o nulla è cambiato. I giocatori di qualità scarseggiano nelle squadre che tirano il campionato, le linee guida per mandare la nazionale alla riscossa sono ancora lontane, serve un ct di provata esperienza e capacità. Di Biagio ha guidato la under 21, ma non ha ottenuto grandi risultati quando si è trattato di lottare per una qualificazione.

Questa nazionale dovrà lottare per qualificarsi ai campionati europei e, nel contempo, trovare una sua dimensione. C’è qualche giocatore in giro per l’Europa che naviga sempre a vista: Verratti, Balotelli. Ce ne sono altri, InsigneCandreva, Bonaventura, arrivati all’ultima chance. Poi c’è Buffon che giocherà la due amichevoli, ma potrebbero anche essere le sue ultime partite in azzurro. Se il prossimo ct penserà al futuro dovrà cambiare pagina. Per ora, in questa nazionale dove qualcosa cambia ma, in fondo, nulla cambia, ci sta bene anche Super Gigi. Se poi la federazione  cambiasse passo, trovasse un presidente, se la lega di serie A cominciasse a lavorare per il bene globale del pallone, e non solo per interessi di bottega, forse il calcio italiano potrebbe trovare miglior strada.

Tanti “se” per vedere un futuro più chiaro. Si parla di calcio italiano e non di campionato. Gli stranieri che cambiano faccia alle squadre non sono tanti, però bastano a permettere ai nostri club qualche buon risultato anche in EuropaJuventusRoma e Lazio nei quarti delle coppe europee sono una buona novella.


Potrebbe interessarti anche