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Da Giorgio Armani a Fratelli Rossetti: la Galleria al migliore offerente

Martina D'Amelio
13 Novembre 2019

Lo store Tim in Galleria ora passato ad Armani

L’ennesima asta per aggiudicarsi un posto al sole in Galleria Vittorio Emanuele a Milano vede vincitore Re Giorgio. Dalla telefonia alla moda il passo è breve: lo stilista sbaraglia la concorrenza e si aggiudica così il negozio (presto) ex Tim.

La notizia arriva direttamente dalla divisione retail del gruppo Armani, ora affittuario dello spazio di 302 metri quadrati, il primo dei due lotti in cui è stato diviso lo shop, a fianco alla boutique Prada donna. A che prezzo? L’offerta nel corso dell’asta pubblica dello stilista e del suo team è stata pari a 1,9 milioni di euro di canone annuo. Per ben 18 anni nessuno smuoverà il designer dalle due vetrine sull’ottagono centrale: questa la durata della concessione. Chi sono i concorrenti sbaragliati da Giorgio Armani? Nomi di spicco tra cui figurano Prada, Tod’s, Damiani, anche se la partita sembra sia stata giocata solo con il marchio di Diego Della Valle: la Maison di Miuccia non avrebbe fatto alcuna offerta, mentre il brand di gioielleria non sarebbe stato ammesso a causa di una documentazione non idonea all’asta, la cui base era pari a 670 mila 440 euro di affitto su base annua. Il secondo lotto dello shop Tim (150 metri quadrati) invece è andato a Fratelli Rossetti, che ha vinto con un’offerta di 550 mila euro di canone annuo su una base d’asta di 277.500.

Un’operazione che entra nella storia, non solo per la cifra milionaria – quasi il doppio, senza considerare che Armani possiede già uno store in Galleria, la cui concessione scadrà nel 2020 e che si prepara a lasciare – ma anche perché si tratta della prima svolta con il metodo dell’incanto. Lo stilista ha vinto con 24 rilanci a distanza di massimo tre minuti ciascuno, proprio come previsto dalla nuova formula varata dal Comune per assegnare proprio gli shop più ambiti al centro dell’ottagono. Da record? Non proprio, considerato quanto pagano i vicini: Massimo Dutti ad esempio sborsa 3,1 milioni di euro all’anno per 956 metri quadrati.

Gli introiti ricavati dall’asta saranno reinvestiti nella città come sempre. È anche piacevole assistere alla gara tra prestigiosi investitori italiani e internazionali che intendono assicurarsi una presenza in Galleria. Un fatto che certifica il momento di positiva vivacità che vive Milano” ha spiegato l’assessore al Demanio Roberto Tasca. Di questa, e di tutte le altre: solo qualche settimana fa Longchamp si è aggiudicato una parte dell’ex shop Stefanel. Uno store di 95 metri quadrati che il marchio ha portato a casa con un’offerta di 760mila euro di canone annuo, partendo da una base d’asta di 175mila euro. Insomma, lo spazio disponibile in Galleria si riduce sempre di più. Non resta che vedere chi farà a gara per ciò che resta del negozio del marchio italiano e chi saranno i prossimi offerenti. L’unica cosa certa? A vincere è soprattutto Milano.