Leggere insieme

Da grande farò… 10 grandi si raccontano a una piccola sognatrice

Marina Petruzio
1 Settembre 2019

Da grande farò…10 grandi si raccontano a una piccola sognatrice”: la piccola sognatrice è Ariel Spini Bauer, l’illustratrice Maria Gabriella Gasparri e l’editore Editoriale Scienza.

Un passo fuori dalla scuola primaria e mezzo grado di separazione dall’infanzia si entra, un po’ incerti, con molte domande e qualche paura, in una terra di mezzo dove l’imparare a studiare è già rivolto a un altro mezzo grado di separazione che catapulta i bambini in età semi adulta, in studi superiori e in un’idea di futuro. Cosa farai da grande è qui, nella terra di mezzo che dovrai cominciare a pensarci, che dovrai cominciare a farti un’idea quantomeno di dove vorrai indirizzare i tuoi studi, domandarti quali sono i tuoi interessi e se tali sono da sostenerli lungo uno studio di maggior impegno. La terra di mezzo è un territorio dai sentieri tortuosi e dalle alte vette così come dalle immense lande sperdute, attraversarla è come un rito di iniziazione che porta a un’altra vita e come tale è ricco di sorprese, di speranze e di domande. Quelle di tutti quelli in divenire come Ariel che puntando il naso oltre ha deciso di non tenersi queste domande ma di porle. Di guardare a chi nella vita aveva già deciso ed era riuscito a trasformare i propri sogni di giovane undicenne in realtà, in una passione per la vita: il proprio lavoro.

Quindi, carta e penna alla mano, ché una piccola idea si sta già sviluppando nella testa e nel cuore di Ariel.

Dieci persone i cui nomi si leggono negli articoli dei giornali, tra quelle scoperte sensazionali, le poche note positive e di grande speranza. Dieci personaggi che della ricerca, della scienza hanno fatto il loro futuro con costanza, ma soprattutto con passione e credendoci sempre sino in fondo, come si crede a un sogno, il proprio. In questo libro sono racchiuse le parole di Amalia Ercoli Finzi, ingegnere aerospaziale, di Paolo Giordano, scrittore, del simpaticissimo Paolo Nespoli, astronauta, di Piero Angela come di Elisabetta Dejana e Valter Longo, rispettivamente la biologa che è riuscita a individuare il sistema per inibire i vasi sanguigni che alimentano i tumori e il biologo che si occupa di longevità. E molti altri. A tutti loro Ariel ha pensato con attenzione e rivolto con entusiasmo e emozioni crescenti le sue domande.

Molte le domande rivolte in queste che sono delle vere e proprie interviste sempre introdotte da qualche notizia sul personaggio intervistato, dove lo si incontra, se di persona o tramite video chiamate, informazioni su chi è e che cosa ha fatto, qualche spunto sul suo carattere e sullo stato emotivo dell’intervistatrice naturalmente! Alcune domande si ripetono uguali per ogni intervistato. Il ritorno all’infanzia come momento di avvicinamento, come territorio sul quale ristabilire una parità e curiosare per trovare affinità. Che giochi ti piaceva fare da bambina o da bambino? Che hobby avevi? Potrebbero sembrare domande banali ma sono di fatto quelle che più di tutte stabiliscono un contatto, che riportano a terra questi mostri sacri della ricerca italiana e non solo e che fanno il punto sulle domande che nascono proprio a quest’età. Andare a vedere cos’eri da bambino o da bambina, a cosa giocavi che cosa ti appassionava, riportarlo in qualche modo a te, per scoprire cosa sei diventato o diventata da grande, che contatto c’era tra il te bambino e il tuo essere adulto. Per scoprire che spesso ciò che ci affascina da piccoli non è casuale. È come se facesse parte di una struttura complessa che si disvela a poco a poco, certo se si sa ascoltare. Leggere le risposte è come entrare in una sfera di cristallo che predice il futuro. Assecondare le proprie curiosità la parola che spalanca le porte.

L’atra parola che ricorre spesso ed è chiave in tutte le interviste è la passione. Credere sino in fondo in quello che si sta facendo, meglio, in ciò che piace fare e andare sino in fondo con passione e costanza. Crederci tanto da alimentare costantemente la propria curiosità. Non è importante il fine ultimo ovvero cosa diventerà tutto questo, una strada si aprirà, le domande troveranno naturali risposte, strade nuove si apriranno se interesse, curiosità , dedizione e costanza non saranno tradite. Guardare dentro se stessi e trovare le proprie passioni, quei talenti che possono essere trasformati in realtà, dovrebbe essere quindi l’occupazione di chi si trova ad attraversare la terra di mezzo. Tenere con sé quel briciolo della spontaneità bambina che consente di continuare a sognare per tutta la vita.

Facile? Tutt’altro il lavoro da fare è duro e presenta una serie di imprevisti, saranno necessari numerosi tentativi. Lavorare sodo sarà sempre necessario.

 

Da grande farò…
10 grandi si raccontano a una piccola sognatrice
di Ariel Spini Bauer
illustrazioni di Maria Gabriella Gasparri
edito Editoriale Scienza
16,90€
età di lettura: dai 10 anni



Potrebbe interessarti anche