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Da Gucci a Chanel: AAA, Diversity Manager cercasi

Martina D'Amelio
19 Luglio 2019

Una modella di colore sulla passerella Chanel SS19

Tra le nuove figure ricercate nelle aziende del lusso ce n’è una che sta prendendo sempre più potere, in relazione al cambiamento dei tempi. Si tratta dei Diversity Manager, specialisti dell’inclusività: un tema sempre più caro ai big dell’universo moda.

Una posizione, quella dello specialista nel sociale, già da tempo al centro delle policy di diversi player di settore. A febbraio 2019, Prada ha creato un comitato consultivo specifico sulla diversità e l’inclusione, il “Diversity and inclusion advisory council”, presieduto da Ava DuVernay e Theaster Gates: la prima è una regista e produttrice cinematografica statunitense, il secondo è un artista habitué della Fondazione Prada di Milano. Entrambi sono afroamericani.

Un’attenzione speciale dedicata a queste realtà è stata data anche da Gucci, che lo scorso marzo ha lanciato il programma Gucci Changemakers con l’obiettivo di monitorare l’impatto sociale della moda con un fondo appositamente stanziato per sostenere le comunità afroamericane del valore di 5 milioni di dollari. A questo è inoltre legato uno stanziamento di altri 1,5 milioni, che serviranno invece a finanziare borse di studio per giovani talenti del settore in Nord America e un piano di volontariato per tutti i dipendenti a livello globale. A presiederlo il mitico Dapper Dan, creativo poliedrico e visionario (di colore) della casa di moda.

Fiona Pargeter, Head of diversity & inclusion di Chanel

Idem per Burberry, che per volontà del ceo Marco Gobbetti ha lanciato a fine febbraio 2019 un piano ad hoc dedicato all’inclusione. Progetti nati in seguito ad alcune polemiche che hanno investito proprio queste Maison: basti pensare ai maglioni balaclava disegnati da Alessandro Michele che, stando ai detrattori su Instagram, ricordavano la pratica razzista del Black Face. E come dimenticare lo scandalo dei pupazzetti charm Prada Malia, accusati sui social di rappresentare delle caricature grottesche di uomini di colore e prontamente ritirati per questo motivo dal mercato?

Ma c’è anche chi non attende di essere accusato sui social per istituire il ruolo di Head of diversity & inclusion. È il caso di Chanel, che ha appena annunciato che sarà Fiona Pargeter la responsabile della promozione di diversità e inclusione, nuova sezione a sostegno dell’area sostenibilità del dipartimento Risorse umane e organizzazione.

La Pargeter ha svolto lo stesso ruolo a Londra per la banca svizzera Ubs, e ora si appresta a promuovere la cultura sociale per il marchio francese. D’altronde, l’esperienza insegna: prevenire è meglio che curare.



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