Arte

Da Napoli a New York e ritorno, nel segno della mia Arte

Annalaura Di Luggo
21 Novembre 2019

In questa 58esima Biennale di Venezia ho coronato uno tra i più grandi sogni che un artista possa avere: il premio per la mia opera, Genesis. E mai avrei potuto immaginare di sentirmi chiamare addirittura “Maestro”!

L’esposizione è durata da maggio a novembre nelle sale dello splendido Palazzo Albrizzi Capello, sede del Padiglione della Repubblica Dominicana, da cui sono stata invitata. “Genesis” è stata scelta per rappresentare la natura e la biodiversità: l’ho intesa come differenza e scoperta, e pertanto come emozione di fronte alla vita, esaltata dall’armonia di una pluralità di colori. Mi ha riempito di gioia scoprire che il mio lavoro, accompagnato dal video “Narratur”, oltre ad essere stato al centro di un interessante dibattito, è stato anche tra le opere più cliccate del web di questa Biennale.

I miei progetti però ora sono tutt’altro che terminati: fino a metà dicembre a New York rimarrà aperta al pubblico anche la mia personale, Blind Vision, ospitata dal Consolato Generale Italiano.

Si tratta di un’opera multimediale e documentaristica, insignita di numerosi premi e già divenuta permanente nel Museo Colosimo di Napoli ed esposta alle Nazioni Unite – New York – per la Conferenza mondiale sulla Disabilità.

Oggi però la mia più grande sfida rimane l’uscita nel 2020 del mio film, “Napoli Eden”. Sono stata affiancata nel mio lavoro dalla regia di Bruno Colella; la fotografia è invece di Blasco Giurato, la musica di Eugenio Bennato ed il montaggio di Mirco Garrone. “Napoli Eden” racconta la mia acrobatica esperienza artistica alle prese con un importante e complicato evento che ho realizzato nella mia città durante le scorse festività natalizie.

È una pellicola che utilizza in modo disinibito diversi linguaggi, fra cui la commedia ed il documentario, per proporre la mia personale visione di quella che è la rinascita culturale e sociale di Napoli. Per farlo ha voluto trasformare una serie di scarti di alluminio riciclato in quattro luminose e monumentali opere d’arte che ho posizionato in altrettanti luoghi simbolici della città: Triunphus in Piazza Municipio, Harmonia in Piazza dei Martiri, Pyramid in Galleria Umberto I e Geminus in Largo Baracche. Tutta la pellicola ruota intorno all’incomprensione del mio operato da parte dei cittadini fino al momento dell’inaugurazione; solo dopo le quattro sculture sono state adottate a pieno titolo dai napoletani. Basti pensare che centinaia di persone si sono accalcate intorno a Pyramid, un vero e proprio albero di Natale alternativo, collocando bigliettini augurali fino a coprirne completamente la parte bassa.

Sono orgogliosa e felice dei traguardi raggiunti e guardo da lontano quelli a cui sto per arrivare: il produttore e regista di Los Angeles Stanley Isaacs sta seguendo con Greg Ferris (proveniente dalla Paramount) la versione americana del film che probabilmente avrà la sua prima a New York sulla Fifth Avenue!

 



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