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Dai Ferragnez a Re Giorgio, la moda delle donazioni contro il Coronavirus

Mia Damiani
11 Marzo 2020

Il Coronavirus mette a dura prova il popolo italiano. E la moda risponde per combattere l’emergenza sanitaria con donazioni concrete agli istituti ospedalieri e di ricerca.

Un tamtam che coinvolge influencer, aziende e personalità chiave del mondo fashion. A partire dall’amata/odiata coppia Chiara Ferragni e Fedez: i due, attraverso una donazione a livello personale di 100mila euro, hanno dato il via a una campagna aperta a tutti a sostegno della raccolta fondi Gofoundme, destinata alla creazione di nuovi posti letti all’interno del reparto di terapia intensiva dell’Ospedale San Raffaele di Milano. I due, seguitissimi sui social, in breve tempo hanno raccolto a oggi oltre 3 milioni di euro, indispensabili per affrontare l’emergenza sanitaria del Coronavirus e per fornire gratuitamente a ciascun paziente la cura medica di cui ha urgentemente bisogno, supportati dal prof. Alberto Zangrillo.

Speriamo che questa nostra iniziativa sensibilizzi le persone in Italia e all’estero, sull’emergenza Coronavirus nella quale siamo tutti coinvolti”, spiegano i fashionissimi marito e moglie. Impresa (encomiabile) riuscita: e non sono i soli. Giorgio Armani ha fatto onore alla sua nomea di Re della moda con una donazione da parte del gruppo Armani di 1 milione e 250 mila euro, a tutto beneficio degli ospedali Luigi Sacco, San Raffaele e Istituto dei Tumori di Milano, Spallanzani di Roma e a supporto dell’attività della Protezione civile.

Prima di lui, che aveva sfilato all’ultima Milano Fashion Week a porte chiuse proprio per contenere l’epidemia, erano scesi in campo anche Bulgari e Dolce & Gabbana: il primo a febbraio ha aiutato lo sviluppo della strumentistica dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive di Roma grazie a un sistema microscopico di acquisizione di immagini all’avanguardia, utilizzato dalle ricercatrici Maria Rosaria CapobianchiFrancesca Colavita e Concetta Castilletti, in prima linea contro Covid-19. “Il team di ricercatori può ora lavorare con gli strumenti tecnologicamente più avanzati, accelerando il raggiungimento del risultato e avvantaggiando chiunque sul pianeta potenzialmente vittima del virus”, ha commentato il ceo del marchio Jean-Christophe Babin. Anche Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno elargito una cospicua donazione all’istituto Humanitas University per finanziare uno studio coordinato dal professor Alberto Mantovani, in collaborazione con i virologi Elisa Vicenzi e Massimo Clementi dell’università Vita-Salute San Raffaele.

Un altro uomo chiave del fashion system, il ceo di Gucci Marco Bizzarri, ha deciso di donare a titolo personale 100.000 euro all’azienda sanitaria di Reggio Emilia, che in queste ore sta rispondendo all’emergenza Coronavirus. Tra i nomi schierati in prima linea troviamo infatti anche Kering, che con i brand della sua squadra ha donato 2 milioni di euro ad alcune delle principali realtà ed organizzazioni sanitarie del Paese, localizzate tra Lombardia, Veneto, Toscana e Lazio; ma anche LVMH Group, che ha destinato un ingente somma di denaro alla croce rossa cinese, e Swarovski, che ha donato 430.000 dollari.

E fioccano anche le partnership tra fashion e solidarietà: Malloni ha deciso di celebrare i primi 20 anni di attività nel fashion con una calzatura in edizione limitata, realizzata su richiesta. Ordinando le scarpe si contribuirà a coprire i costi emergenti delle azioni che l’Ospedale Fatebenefratelli – Isola Tiberina sta ponendo in essere per reagire al diffondersi del Coronavirus. “Viva l’Amore, Viva la Vita” è invece l’iniziativa di Carpisa e Yamamay, iniziata a fine febbraio, per raccogliere fondi a favore della ricerca. Le aziende hanno infatti devoluto gli incassi degli ultimi due weekend all’ASST Fatebenefratelli Sacco dell’ospedale Luigi Sacco di Milano, INMI Lazzaro Spallanzani di Roma e AOU Policlinico Federico II di Napoli. E se il Dipartimento di malattie infettive dell’ospedale Sacco potrà contare sul sostegno della maison Manila Grace (l’azienda ha annunciato che devolverà 5 euro per ogni scontrino emesso nel mese di marzo), Etro ha dedicato una t-shirt speciale per contribuire all’attività del Sacco. Anche Ratti e Mantero fanno sistema contro l’emergenza legata alla diffusione del Covid-19: le due aziende del settore tessile hanno scelto di “collaborare in sinergia per mantenere attiva la produzione della filiera e continuare a garantire la qualità del servizio verso i clienti”.

Iniziative importanti che offrono un aiuto concreto in questo momento di crisi. E si spera che a seguirli saranno in moltissimi.