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Dal Met Gala alle sfilate: quando la moda incontra la religione

Matteo Croci
7 maggio 2018

Ateismo e religione, sacro e profano, ecclesiastico e laico. Un tema controverso quanto attuale che, oltre all’arte, la musica e il cinema, ha invaso anche il fashion system.

Quest’anno più che mai, la moda stringe un’alleanza indissolubile con la religione, divenendone talvolta sana portatrice, talvolta peccaminosa profanatrice.

Le collezioni primavera-estate 2018 propongono capi e accessori che strizzano l’occhio all’abito talare, ai tipici colori delle vesti dei cardinali, ai gioielli che hanno sancito nei secoli la ricchezza della Chiesa e ai simboli del Cristianesimo. Il tutto rivisitato e rivisto in chiave femminile e spesso esageratamente audace.

È così che la croce – simbolo per eccellenza del Cristianesimo – compare sui cuissard di Versace dal tacco vertiginoso, l’abito talare nasconde una scollatura profonda nella proposta di Alberta Ferretti, dettagli cut-out in vita profanano la giacca rigorosa di Fendi e teschi dorati fungono da impugnatura sulla clutch di Alexander McQueen.

La storia della moda è pervasa di riferimenti espliciti alla religione. Non a caso le sfilate – pret-a-porter e Haute Couture – di alcuni celebri brand s’ispirano proprio agli abiti tipici delle occasioni solenni. Da sinistra: un abito della collezione PE 2018 di Versace, l’Haute Couture firmata Valentino, la sfilata Alta Moda 2016 di Dolce&Gabbana e un’uscita del celebre stilista Christian Lacroix

Lo strano binomio arte-religione rappresenta una vera e propria tendenza, sotto i riflettori ora più che mai grazie al Met Gala 2018, in scena questa sera al Metropolitan Museum of Art di New York. Il tema dell’evento più fashion e atteso dell’anno – organizzato in collaborazione con il Constume Institute e Anna Wintour – sarà proprio “Heavenly Bodies: Fashion and the Catholic Imagination”.

Un viaggio liturgico tra opere bizantine, iconografia e creazioni di Alta Moda di stilisti del calibro di Valentino, Chanel, Balenciaga e Dolce&Gabbana.

In attesa di scoprire i look degli ospiti sul Red Carpet, godetevi la nostra gallery con alcune tra le proposte più interessanti di stagione che celebrano il connubio tra moda e religione.

  • L’iconico mocassino Jordaan di Gucci si veste di velluto GG rosso e mantiene inalterato il dettaglio morsetto: allure quasi papale

  • Sontuoso, elegante, austero: è la descrizione perfetta per il longdress monospalla in seta viola firmato Valentino

  • Spalle a mantella e vita cut-out per la giacca in jacquard effetto denim di Fendi: le geometrie color block hanno un rigore religioso

  • Il punto di incontro tra moda e religione è segnato dalla tiara, a metà tra fashion e sontuosità: questa è firmata Slim Barrett, in oro 18 carati e cristalli

  • Ispirati alla collezione FW ’91 disegnata da Gianni, gli stivali cuissard in pelle nera di Versace si caratterizzano per le croci gioiello multicolor: decisamente audaci

  • Rosso cardinale per la clutch in nappa tempestata di cristalli di Alexander McQueen, con impugnatura dotata di quattro anelli con skull in metallo dorato e cristalli

  • Ipnotico, simbolo del peccato: il serpente è il protagonista della collana di Alta Gioielleria Serpenti Seduttori di Bulgari

  • Collo gorgiera e maniche arricciate per la camicia bianca di Carven, dal tocco aristocratico

  • Irriverenti e provocatori gli hot pants di Faith Connexion, in denim destroyed con maxi croce in cristalli colorati

  • Alberta Ferretti propone una lunga tunica total black con scollo a V: un abito rigoroso dalla silhouette quasi monacale

  • Vistoso ed opulento il chocker a rete in ottone dorato di Prada con chiusura push lock: l’accessorio adatto per impreziosire il look

  • Dalla collezione Regina di Cuori di Dolce & Gabbana, la vestaglia in seta con cuori sacri all-over: il duo è sempre molto attento al tema religioso

  • L’anello a sigillo? Nella rivisitazione di Balenciaga è in bronzo con maxi placca effetto pietra nei toni del rosso


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