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Daniela Farnese ne ha trovati 101, io solo 30. I modi per far soffrire gli uomini

staff
5 gennaio 2012

Una persona qualche giorno fa mi ha detto che la bravura di qualcuno che scrive sta nel dire cose che tutti sanno e pensano, riuscendo a farlo nel modo migliore. Questo è quello che ha fatto Daniela Farnese autrice di “101 modi per far soffrire gli uomini”, edito dalla Newton Compton, con la prefazione di Luca Bizzarri, del più famoso duo delle Iene. In realtà non ho alcuna intenzione di recensire il suo libro – spassosissimo, assolutamente godibile, scritto in maniera scorrevole e immediata – perché sono sicura che voi lo comprerete, considerando che sicuramente tutte avrete alle spalle qualche ferita amorosa da far rimarginare.

Sempre qualche giorno fa ho anche detto, parlando di letteratura, che io non leggo libri che non siano dei classici. Mi correggo: “io non leggo libri che non siano dei classici o libri di cui non adori e conosca  personalmente le autrici”.

Ho trascorso questa prima giornata di rientro in Italia andando dal parrucchiere, facendo colazione al bar, comprando i miei solito tre-quattro giornali per la rassegna stampa, pranzando  a Torre Belvedere, un posto del mio paese dove si mangiano squisite specialità pugliesi, sorseggiando del buon primitivo, conoscendo nuove ragazze e chiacchierando di libri, di uomini, di amore e di donne che non riescono a dimagrire – secondo loro – per via del metabolismo lento, ma che in realtà mangiano come forsennate.

La verità è che giornate di questo genere non capitano spesso, così come non capita spesso di incontrare persone interessanti che dicano ad alta voce quello che tu hai sempre pensato. Daniela stasera l’ha fatto. Ha scritto delle sacrosante verità sulla fenomenologia di coppia che, tra una risata e l’altra, ci hanno divertito e ci hanno fatto riflettere. L’uomo e la donna sono diversi. Se l’uomo non chiama è perché non vuole chiamare. Punto. Non esistono altre spiegazioni. Noi donne peró vediamo dietro ogni loro atteggiamento qualcosa di diverso, incominciamo a fantasticare su milioni di motivazioni plausibili, ma la realtà è che “non gli piaci abbastanza”, come racconta il celebre film. Siamo tutte un po’ Gigì. E siamo tutte, malgrado i nostri libri e i nostri articoli, alla ricerca del principe azzurro. Il lato positivo del collezionare storie finite male sta nella capacità di rendersi conto che il principe diventa sempre meno azzurro e che noi invece rimaniamo sempre le stesse, sempre le solite romantiche innamorate dei baci in bianco e nero, dei gesti eclatanti e degli happy ending. Per questo siamo anche molto fantasiose nell’escogitare le motivazioni più assurde per cercare di giustificare ogni  comportamento maschile, tranne poi, scontrarci con la dura verità alle 23:00 e restare tutta la notte sveglie a rimuginare su quanto accaduto.

Il problema sta nel fatto che noi donne non possiamo fare a meno di porci delle domande: perché non scrive? Perché non risponde? Perché non richiama? Perché non mi chiede di andare al cinema? Perché non mi invita a cena? Etc. La realtà è che tutte queste cose, se non le ha ancora fatte, vuol dire che non le farà mai.

Daniela ha trovato 101 modi per far soffrire gli uomini, ma sappiamo che quelle che soffriranno sempre di più saremo noi, noi che leggiamo cose che non esistono, noi che ricordiamo ogni minimo particolare, noi che siamo in grado di innamorarci anche solo della risata di un uomo. Questo libro non poteva capitarmi tra le mani in un momento migliore. Alla fine, lo confesso, ho pianto. Io ho la lacrima facile. Mi commuovo perché mi immedesimo e mi immedesimo perchè in me convivono milioni di Stefania diverse.

Qualche giorno fa ho scritto che il libro di Daniela racconta quanto noi donne siamo COMPLICATE ROMPISCATOLE e quanto gli uomini siano LINEARI ANIMALI IMPERFETTI. E non mi smentisco. Continuo a pensarlo e lo sottolineo anche con il maiuscolo.

Ora vado a dormire con la consapevolezza che stasera un gatto mi ha attraversato la strada, due volte. Sto per essere punita?

Dio è maschio, d’altronde! Non l’avrà presa benissimo sta storia del libro!

 

St.efania