Arte

De Chirico: l’enigma a Palazzo Reale

Elisa Monetti
28 Settembre 2019

Giorgio de Chirico, Le muse inquietanti, 1925

Inaugura a Palazzo Reale a Milano l’attesissima retrospettiva interamente dedicata ad uno dei più straordinari maestri del Novecento: Giorgio de Chirico.

A quasi cinquant’anni dalla sua prima mostra monografica, l’artista torna nella città con un ricco corpus di opere provenienti da musei di tutto il mondo, quali  la Tate Modern di Londra, il Metropolitan Museum di New York, il Centre Pompidou di Parigi, insieme ad altre in prestito da alcune importanti istituzioni milanesi: Museo del Novecento, Casa Museo Boschi di Stefano, Pinacoteca di Brera e Villa Necchi Campiglio.

Giorgio De Chirico, Ariadne, 1913

L’esposizione è visitabile fino al 19 gennaio 2020 e permette un vero e proprio viaggio nella vita e nelle opere dell’artista, circa un centinaio, per l’occasione allestite con uno sguardo davvero inedito: esse, pur rispettando un criterio temporale, sono accostate per esaltarne il carattere stilistico, andando a creare veri e propri ambienti di dialogo tra i quadri, in cui lo spettatore può immergersi, rimanendo sospeso in quell’atmosfera unica che in sé raccoglie tutta l’innovazione dechirichiana.

Altro elemento innovativo è l’attenzione a quelle fasi di produzione – come la sua rivisitazione del barocco – storicamente dimenticate nell’ombra della metafisica; ad esse infatti è dedicato in mostra uno sguardo particolare, capace di indagarle come elementi fondamentali di un percorso artistico di crescita continua.

Le opere dell’artista seguono in modo molto stretto quelle vicende biografiche che lo portano a viaggiare e vivere in tutta Europa. Nato in Grecia, cresciuto abbeverandosi della filosofia tedesca e della creatività francese passeggiando tra le piazze d’Italia, de Chirico raccoglie ogni sua esperienza in un bagaglio vitale che diventa ispirazione artistica. Nella Parigi delle avanguardie riesce a creare, riprendendo “il filo delle mie ispirazioni di origine nietzschiana”, quello che possiamo dire essere l’unico movimento realmente parallelo al cubismo dell’amico Picasso: la Metafisica, approfondita e consegnata alla storia negli anni ferraresi.

Giorgio de Chirico, Orfeo trovatore stanco, 1970

Ma il suo genio non limita a questo. La Metafisica rappresenta infatti il punto d’arrivo di importanti cicli precedenti quali quello delle Piazze d’Italia, inaugurato nel 1911 a Torino, matrice di una nuova concezione di spazio poetico e allo stesso tempo terreno di ispirazione per numerose opere successive: gli approfondimenti sui manichini, sulla figura dell’uomo, sul nudo e gli autoritratti infatti non perdono, caso mai evolvono, la sensazione di aria sospesa, di eterno enigma che avvolge ogni sua opera.

Una mostra ricchissima alla scoperta di uno straordinario maestro.

 

De Chirico
25 settembre 2019 – 19 gennaio 2020
Palazzo Reale, Piazza del Duomo 12, Milano
Orari: lunedì 14:30 – 19:30; martedì / mercoledì / venerdì / domenica 9:30 – 19:30; giovedì / sabato 9:30 – 22:30



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