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Deft e il cielo che ha ispirato Vermeer

Carla Diamanti
14 giugno 2018

Niente sigarette. O almeno molto poche. Tante biciclette, ovunque e per chiunque. Un cielo azzurro (forse un colpo di fortuna?), case basse, finestre colorate, silenzio, acqua. Armonia.

Questa è l’Olanda che più mi piace, quella che ti accoglie quando ritorni, che ti fa capire come le cose possano essere risolte semplicemente, che predispone con una logica tutta speciale anche le corsie che portano alle rotatorie, per evitare incidenti. Che aiuta chi sceglie le due ruote e che ti fa dire che in fondo sembra che basti davvero poco.

Scendo dall’auto e oltrepasso un ponticello. Sull’altra sponda di questo canale si affaccia la stanza in cui trascorrerò questo fine settimana dedicato all’immersione nel blu. Come l’acqua e come il cielo ma soprattutto come il colore della ceramica che da qui è arrivata in tutto il mondo. L’ho scelta, Delft. Volevo vedere quali fossero i colori e le atmosfere che ispirarono Johannes Vermeer, volevo capire da dove arrivasse quel punto unico di blu che colora gli abiti delle sue donne, che si perde sulle pieghe dei fazzoletti attorno ai capelli, che diventa velluto o rimane un semplice pezzo di cotone. Pochi quadri, intensi e immortali. Una forza che non lascia indifferenti, che fa dimenticare le vicende del personaggio, che allontana dalla logica dell’analisi e del giudizio e che separa tutto quello che non è l’opera, i colori e le forme.

Ho scelto Delft e ho scoperto una città attraversata dall’acqua, raccolta attorno alle piazze dove di sera ci si ritrova a bere e a mangiare fino agli ultimi brandelli delle giornate infinite. Allungata sui canali dove si passeggia con il naso all’insù verso le finestre decorate, le facciate allungate, i vetri che ricordano il passato, piccoli, sagomati in rettangoli e avvolti da strutture di legno. Mi sono seduta all’aperto fra gli studenti che popolano la città e la sua università e fra i turisti che entrano ed escono da chiese e botteghe di artigiani. Ho visitato il vecchio mercato del pesce e il più piccolo museo del mondo, con una sola opera esposta all’interno di una cabina telefonica. Ho assaggiato la tipica torta di mele in una vecchia barca all’ancora su uno dei fiumi e mi sono riempita gli occhi con l’armonia delle forme e dei colori.

Oltre il blu di Delft c’è una città che merita di essere vissuta con calma e a ritmo rallentato.


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