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Destinazione Chanel: il debutto di Virginie Viard con la Cruise 2020

Luca Antonio Dondi
3 Maggio 2019

L’uscita finale della sfilata Chanel Cruise 2020

In tanti si chiedevano cosa ne sarebbe stato di Chanel senza Karl Lagerfeld, e ora la risposta arriva direttamente da Parigi: al Grand Palais va in scena la collezione Cruise 2020 sotto la direzione creativa unica di Virginie Viard, tra continuità e richiami al passato, ma anche nuovi stilemi ed elementi di (pacata) rottura.

All’entrata del Grand Palais, gli ospiti vengono accolti in quello che sembra il vagone di un treno in stile fin de siècle, chiamati a gustarsi una raffinata colazione tra gli interni preziosi del lussuoso mezzo di trasporto. La destinazione? Non una, ma tante: Saint-Tropez, Edimburgo, Roma, Antibes, Venezia sono alcune delle fermate del Grand Tour firmato Chanel, che corre lungo i binari installati proprio nel padiglione parigino trasformato in una suggestiva e sconfinata stazione.

I binari e la banchina della stazione allestita all’interno del Grand Palais di Parigi per la sfilata Chanel Cruise 2020

E così inizia il lungo viaggio di Virginie Viard verso un’avventura non del tutto nuova (già da molto tempo, infatti, affiancava Lagerfeld nell’elaborazione delle collezioni), ma che porta con sé il peso di più di un secolo di storia fatta di abiti d’avanguardia e controcorrente, capi intramontabili e uno stile divenuto riconoscibile in tutto il mondo per la sua classe ed eleganza. Perciò, nella collazione Cruise 2020, troviamo riferimenti diretti alle creazioni di Mademoiselle come i completi androgini e i cardigan marinière, i tailleur in tweed e i long dress di pizzo; poi ci sono le bluse bianche amate da Karl e gli shorts, l’iconica catena dorata usata come cintura e i guanti in pelle a cui il Kaiser non rinunciava mai. Ma la neo-direttrice creativa azzarda in passerella anche con nuove silhouette morbide e tagli Eighties, come dimostrano i blazer dalle spalle appuntite in colori vitaminici indossati con leggins logati e le tutine stretch.

La globetrotter glamour secondo Viard ama viaggiare leggera ma con stile: ecco allora zainetti di tela e borsoni matelassé, marsupi e envelope bag, belt-bag e tracolle. Non mancano, infine, quelle crazy bag che, come ad ogni sfilata di Chanel che si rispetti, catturano l’attenzione del pubblico e, stavolta, è toccato al semaforo ferroviario e alla borraccia trasformarsi nelle nuove It Bag per la prossima stagione.

Tra sfumature pastello e tonalità neutre à la Coco, accessori très chic e preziosi bijoux, il défilé chiude salutando ancora una volta l’immortale personalità di Karl Lagerfeld: una modella dai capelli argentei indossa un abito nero scultoreo in cui si distingue l’iconico colletto alto in stile edoardiano, omaggiando così l’uomo che ha reso Chanel un fenomeno globale che non passa (e non passerà) mai di moda.



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