Letteratura

Dopo l’Everest la vera sfida è la quotidianità

Virginia Francesca Grassi
21 ottobre 2012

“Se tu dici che è impossibile e io dico che è possibile, probabilmente abbiamo ragione entrambi”.

Nel 1990 Erling Kagge è stato il primo uomo a raggiungere il Polo Nord senza il supporto di cani, slitte o di un team esterno, tre anni dopo è stato il primo a guadagnare da solo a piedi il Polo Sud, e dopo appena dodici mesi ha conquistato la cima dell’Everest. Una vita straordinaria, la sua.
Ma accanto alle imprese più acclamate di questo eroe della modernità, tra la traversata a vela dell’Atlantico e sparare ad un orso bianco perché “era in gioco chi dovesse mangiare chi per cena”, c’è stato posto anche per altro: qualche anno passato a Cambridge per studiare filosofia, la fondazione di una casa editrice in Norvegia, andare a lavorare in bicicletta, fare la spesa e mettere su famiglia.
Chi meglio di Erling, allora, per farsi guidare alla scoperta di se stessi e delle proprie potenzialità?

“La mia speranza è di potervi aiutare indipendentemente dall’età o dal sesso, a raggiungere il vostro Polo, il vostro Everest, il vostro sogno”, ci spiega nelle prime pagine di “Guida per esploratori polari”, da poco arrivato nelle librerie italiane.
Una guida che si pone a metà tra il diario di viaggio, un saggio di riflessione sulla vita e un manuale motivazionale.
Il risultato è ovviamente eterogeneo. Una ventata di ottimismo e di fiducia in se stessi, l’esplorazione delle fragilità di ogni essere umano, lo snocciolamento di massime semplicistiche quanto efficaci: nulla è impossibile, basta volerlo, i limiti che vediamo spesso sono degli ostacoli che ci siamo autoimposti, bisogna imparare ad affrontare le proprie paure e addestrarsi al coraggio.

Ma non solo. Ad appassionare il lettore una serie di racconti autobiografici e una marea di personaggi interessanti: tra le pagine infatti troverete anche gli esploratori Ferdinando Magellano e Salomon August Andrée, i versi di Antonio Machado e Robert Frost, le massime di Chuck Palahniuk, le confessioni di Paris Hilton, la nascita di Amnesty International, Aristotele, Seneca, Lars von Trier, Harry Potter e persino Mufasa, il papà del leoncino Simba in “Il re leone”.

Virginia Grassi

“Filosofia per esploratori polari” di Erling Kagge, ADD editore, traduzione di S. Culeddu, pp. 223.


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