Leggere insieme

Due conigli

Marina Petruzio
28 gennaio 2018

Un concorso indetto da una casa editrice, la decisione di parteciparvi e poi la vittoria. È anche così che può nascere un albo illustrato. Due conigli realizzato in coedizione da Lemniscaat e Il Castello, che ne cura la distribuzione in Italia, è un albo senza parole dell’artista olandese Daphne Louter.

Quadrato, come un piccolo quadro sulla cover è appoggiata una cornice. Una cornice classica, il legno lavorato a intrecciare foglie e rami, incornicia due conigli intenti a disegnare. Un tavolo di quelli stati sempre lì, dalle gambe tornite, una tovaglia semplice, serve solo a coprirlo. Ci sono conigli e bambini. Oppure conigli bambini. Due conigli stanno colorando e disegnando assorti. I colori sono smorzati tutt’attorno, il verde di pareti e impiantito è attenuato da un morbido grigio. Non sanno di essere osservati i due. Ma poco importa se lo sanno o meno, non hanno tempo per questo assorti come sono dalla creatività del momento, chissà quale progetto, quale storia, dentro di loro, stanno raccontando. La lingua, che scivola tra i denti e fuori dalle labbra indica che nulla attorno è più importante di ciò che sta accadendo sul quel tavolo. A un braccio appoggiato sul tavolo si sostiene la figura di una bambina, un piede si abbandona storto sulla scatola il cui spessore consente alla bambina di arrivare al piano del tavolo. Un bambino, in t-shirt a righe, siede su una sedia alta. A piedi nudi le sue dita sembrano giocare con la piccola traversa di legno sui quali sono poggiati. Non un rumore. E siamo solo alla copertina.

All’interno si aprono giornate gioiose, il clima è variabile, il tempo scorre variamente impiegato, vissuto, giocato e immaginato. Sempre, la pagina di sinistra ospita un colore al vivo, nessun riquadro, nessun mezzo tono. La palette colori è completa da un bianco colorato a un quasi grigio, già accennata nei risguardi. Allegra come un arcobaleno, estiva come un gelato, morbida. Al centro, come un imagier, un oggetto, una piccola frase ma senza parole, introduce un momento di quel giorno, ne diventa il suo particolare, coi più piccoli da ritrovare a destra, dove sempre si svolge l’azione. Ecco allora la pagina di destra, un piccolo passepartout bianco trattiene quei momenti che son piccoli quadri di un’ infanzia serena.

Un risveglio a cuscinate, colazione in tinello: una carota sul tavolo, saranno conigli. Le bolle nel latte soffiando nella cannuccia, perché si è bambini. Poi nella soffitta a giocare ai travestimenti, ancora una carota, ombrelli colorati. Stivaletti rossi e via nelle pozzanghere o a balzi percorrere il vialetto del giardino. Al rientro la merenda tra cucina e dispensa, fragole fresche da leccarsi i baffi, mele e marmellate. Qualche compera e quasi è l’autunno dei giochi inventati, una piccola festa con tanti animali, gli ultimi giorni in giardino, indumenti morbidi, più caldi. Trascorre il tempo e ne trascorre un po’, inizia con un risveglio e attraverso i giorni finisce a sera, un po’ cresciuti, ciondolanti di sonno e ancora pieni delle immagini dell’infanzia, la loro, dei giochi. Son bambini.

Di Jeun e Josephine immaginiamo la bellissima infanzia attraverso una pittura che ci riporta indietro nel tempo quando in mancanza della fotografia artisti dalla tecnica sublime ritraevano la propria epoca sin nei minuti dettagli. Daphne Louter gioca coi colori, intreccia al racconto oggetti di varia natura e una gallina (chioccia o solo vanesia?) che mai si distrae dalla scena. Attenta osservatrice, Daphne Louter entra nel dettaglio da corpo ai tessuti, li fa toccare, ai profumi, nell’intimità di una casa che pare a tutti di aver vissuto e ricordare coi suoi suoni e i suoi odori. Scherzosa introduce piccoli divertissement, con minuta attenzione osserva e ritrae le posture tipiche dei bambini. Le piccole mani che impugnano il pennello, il salto dove l’invisibile spinta é data dalla postura di piedi e braccia, dalle spalle che salgono, dal cappuccio che vola. Piccole mani che afferrano, indicano, esperte assemblano pezzi di puzzle. Sollevati in punta di piedi un braccio proteso nel tentativo di aprire il rubinetto per lavarsi i denti. Mentre il braccio si allunga, il peso si sposta su una gamba, mentre una spalla avanza l’altra indietreggia. Mentre l’interno racconta della cura di tenere flaconi e profumi più in alto, fuori dalla portata di mani curiose, del piccolo rialzo davanti al lavandino per poter fare da sè. Dello specchio troppo in alto ancora per vedersi il muso, di un bicchiere di latte con cannuccia per far le bolle sempre a disposizione. Son bambini i conigli di Daphne.

Un albo prezioso per bellezza e per parole.

 

Due conigli
silent book illustrato da Daphne Louter
edito Lemniscaat
euro 12,00
età di lettura dai 4 anni


Potrebbe interessarti anche