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E a letto…parliamoci chiaro!

Lara Bottelli
6 marzo 2013

L’inizio di una relazione è una ventata di aria fresca. La voglia di conoscersi prende il sopravvento. L’infatuazione iniziale ci fa vivere sospese tra cariche ormonali e stucchevoli romanticherie. Insomma, i classici cuoricini negli occhi.

Se dunque la sintonia tra due persone e un certo modo affine di concepire il mondo e la vita sono essenziali per lo sviluppo di una relazione, a volte capita che non proprio in tutti i campi l’intesa sia presente sin dall’inizio. Parliamo di un certo tipo di “rodaggio”, se capite cosa intendo.

La domanda che sorge spontanea allora è: ma l’intesa intima tra due persone è più qualcosa da costruire o qualcosa di “innato”?

“La chimica, vale a dire l’attrazione fatta di sapori e odori, quella più animale, solitamente è immediata. L’intesa sessuale invece è un processo di conoscenza. Si costruisce sempre lentamente, man mano che si capisce cosa piace all’altro”, spiega la dott.ssa Barbara Florenzano.

E’ perfettamente normale dunque, soprattutto all’inizio, incappare in gesti e “modalità” che non incontrano il nostro gusto o la nostra sensibilità. Talvolta però – soprattutto per noi donne – risulta difficile comunicare al proprio partner qualcosa che non ci piace: abbiamo paura di ferire in qualche modo la sua autostima o pensiamo che finiremmo per sminuirlo. E’ giusto allora mettere da parte queste preoccupazioni? E se è così, come e quando comunicare qualcosa che non ci piace?

“Quando: sempre. Ma solo se si tratta di qualcosa che fa, non che gli appartiene. E’ quindi bene dirgli che vorresti che ti accarezzasse in un altro modo, è inutile sottolineare il fatto che la sua pancia non ti piace. Come: evitando di mettere l’accento su quello che non sa fare, ma chiedendogli come vorresti che lo facesse.”

Nel variegato tema della “comunicazione a letto” è però d’obbligo affrontare anche un altro argomento. E qui il tema si fa scottante: parliamo di novità in ambito erotico. In che modo proporle? E come invece declinare proposte che ci imbarazzano?

“La gradualità di solito è funzionale”, dice la nostra Barbara Florenzano. “Per intenderci, è bene proporre delle semplici bende, per passare solo più avanti ad un vibratore. Dire di no ha a che fare con il rispetto delle proprie preferenze e caratteristiche: se rispettiamo noi stessi non avremo difficoltà a rispettare anche i gusti dell’altro senza giudicarlo, ma senza sentirsi per forza in obbligo di accettare.”

Al bando pudori ed imbarazzi, dunque. Qui bisogna puntare sulle solite carte vincenti della comunicazione, della sincerità e della trasparenza. Senza dimenticare un pizzichino di creatività…

Lara Bottelli


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