Lifestyle 2

È l’ora di divampare come un fuoco… di vimini

Claudia Alongi
28 Maggio 2013

A dispetto delle temperature tutt’altro che primaverili registrate in questi ultimi giorni, la Bella Stagione è alle porte e quasi fosse un rito con cadenza annuale, ecco impazzare (di nuovo) i tanto amati materiali “poveri”: midollino, rattan, vimini, bambù, rafia, yuta e chi più ne ha più ne metta. Dai cordami alla cesteria, un rinnovato (e sofisticato) tripudio di fibre naturali, lavorate e intrecciate artigianalmente, dall’anima etnica e vagamente bucolica.
Se nel settore Couture ci pensano gli scultorei corpetti in midollino proposti in passerella da Dolce & Gabbana o i sandali con maxiplateau di Charlotte Olympia o, ancora, le mini bag in paglia viennese di Stella McCartney, nemmeno le proposte per l’arredo si fanno attendere.
Il trend, infatti, irrompe prepotentemente anche nelle case, e non soltanto in quelle di campagna.
I materiali si fanno flessibili, resistenti, naturali ed ecologici ma al tempo stesso ricercati.

Ecco alcune soluzioni per ricreare un personalissimo idillio campestre e metropolitano.

Émilie Voirin, un’eclettica designer francese trapiantata a Londra, ci stupisce con l’ironica collezione “Made in China”, realizzata in collaborazione con Fei Liang e Jerome Nelet. Si tratta di una versione eco-friendly, biodegradabile al 100% in bamboo e rattan di alcune tra le più iconiche sedute del design internazionale: la Panton Chair di Verner Panton, la Thonet Chair N.14 (the “bistrot chair”) di Michael Thonet, la LCW Plywood di Charles e Ray Eames e la Wiggle di Frank Gehry.

Il sodalizio tra Patricia Urquiola e Moroso dà i natali, invece, a Wishbone, una sedia impilabile in paglia intrecciata. Il nome deriva dalla struttura a “forcella” che regge la seduta e si aggancia ai braccioli dello schienale tramite una banda colorata.
Anche l’eco-designer filippino, Kenneth Cobonpue, propone straordinari e avveniristici pezzi, indoor e outdoor in bambù e canapa, nelle collezioni Lolah, Manolo e Yoda. Amante sincero delle forme organiche e viventi, Cobonpue restituisce alle fibre naturali quell’aura di genuina contemporaneità.

Infine, l’illuminazione dove i materiali poveri si prestano alle più svariate reinterpretazioni. Nasce così, Kina, la lampada a sospensione progettata da David Trubridge e ispirata ai ricci di mare o Rafia di Fambuena, che come suggerisce il nome è realizzata in rafia colorata o, per finire, Xuan Lamp, ideata dallo Studio Innovo Design e realizzata con sottilissimi filamenti di bambù modellabile.

Claudia Alongi



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