Architettura

È morto I. M. Pei: le 5 opere più celebri dell’archistar che realizzò la Piramide del Louvre

Beatrice Trinci
17 Maggio 2019

È morto a 102 anni Ieoh Ming Pei, considerato uno dei più grandi maestri dell’architettura moderna internazionale, non soltanto padre della celebre piramide del Louvre a Parigi, ma anche del nuovo palazzo della Regione Lombardia in Italia.

Un edificio resta sempre visibile agli occhi di tutti e non si può evitare. Per questo bisogna avere nervi saldi e accettare le critiche”, diceva l’archistar cino-americana. Un artista dalla visione avveniristica, che ha fatto delle forme astratte il suo cavallo di battaglia, usando la pietra, il calcestruzzo, il vetro e l’acciaio, per dare vita a importanti edifici, università e musei nel mondo.

Figlio di un eminente banchiere cinese, Pei lasciò il suo Paese nel 1935 per raggiungere gli Stati Uniti, dove studiò architettura al Mit e ad Harvard. Successivamente, dopo alcuni anni di insegnamento e di attività per il governo americano, si trasferì a New York dove lavorò per un costruttore prima di aprire il suo studio nel 1955, anno in cui divenne ufficialmente cittadino statunitense. Fin da subito le sue creazioni hanno mostrato una netta precisione geometrica – a tratti astratta – dove la luce diventa l’elemento focale e indispensabile di ogni struttura.

Il suo progetto più famoso? Senz’altro la piramide che accoglie il museo del Louvre, ma sono numerosi gli edifici realizzati dal maestro dell’astrazione in oltre 60 anni di brillante carriera. Scopriteli insieme a noi.

La Piramide del Louvre
L’opera più conosciuta di Ieoh Ming Pei è sicuramente la Piramide di vetro del Louvre, a Parigi. Commissionata dal presidente François Mitterrand e inaugurata nel 1989, la struttura in vetro e metallo, che consente al pubblico di accedere a uno dei musei più famosi al mondo, ha animato a lungo l’opinione pubblica francese, che in maniera dispregiativa l’ha più volte definita un “gadget” per la città. Alta 22 metri, la tanto criticata Piramide è composta da 673 lastre. Un’opera forse non particolarmente amata dai francesi, ma – in fondo – cosa sarebbe la capitale senza di lei?

Museo d’Arte Islamica di Doha
Un edificio dalle linee simmetriche, un puzzle di geometria e astrazione: è il Museo d’Arte Islamica di Doha, in Quatar, inaugurato il 22 novembre 2008 e aperto al pubblico l’8 dicembre dello stesso anno. Costruito direttamente sull’acqua, su una superficie di circa 260mila metri quadrati, e circondato da un imponente parco, la struttura si pone come un’importante testimonianza della storia e della cultura islamica. Un punto di riferimento internazionale dell’arte orientale, che s’interseca nel tessuto sociale ed economico dell’intera comunità islamica.

Miho Museum
Immerso nelle verdi montagne di Shigarachi a sud di Kyoto, il Miho Museum è tra i più celebri e imponenti progetti realizzati da Pei. Il museo nasce dalla realizzazione di un sogno coltivato da una delle donne più ricche del Giappone, Mihoko Koyama – da cui l’edificio prende il nome –, ereditiera delle attività tessili della Toyobo Corporation. Un museo dall’architettura moderna, interamente realizzato in vetro per permettere alla luce naturale di penetrare nei suoi spazi, un luogo sospeso tra realtà e sogno, che nel 2017 ha accolto persino un defilé firmato Louis Vuitton. “Per la Cruise 2018, siamo stati trasportati in una natura fitta, in una magnificenza geografica e in una visione architettonica unica”, così la Maison ha definito l’opera.

Palazzo della Regione Lombardia
Anche l’Italia è stata toccata dalla preziosa visione architettonica di Ieoh Ming Pei, innalzando a Milano il nuovo Pirellone, “l’altra sede della Regione Lombardia” che ha trasformato lo skyline del capoluogo mescolando forme rettangolari, curve, metalli e vetro. Nel complesso, la struttura è alta 160 metri.

L’ingresso della John F. Kennedy Library a Boston
La John F. Kennedy Library di Boston è la biblioteca presidenziale dedicata a JFK, il 35esimo Presidente degli Stati Uniti, assassinato a Dallas il 22 novembre del 1963. Accanto a milioni di volumi, la famosa libreria ospita documenti relativi alla presidenza Kennedy ed effetti personali a lui appartenuti. Nello specifico, l’archistar ha messo mani e ingegno sull’edificio principale, progettandone l’ingress, bianco, luminoso e minimale. La biblioteca-museo fu inaugurato il 20 ottobre 1979, alla presenza dell’allora Presidente Jimmy Carter.



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